Ferroviari in sciopero contro le esternalizzazioni


20 OTT. 2011 – Contrastare il declino del servizio ferroviario offerto dalle Fs. Si può riassumere così il motivo dello sciopero nazionale del settore indetto venerdì 21 ottobre dai sindacati. In Emilia-Romagna sono circa seimila i lavoratori pronti a incorciare le braccia. La protesta è nazionale e ha come obiettivo contestare il progetto del gruppo Ferrovie dello Stato di "esternalizzare o dismettere molte attività produttive". Così si legge in un comunicato congiunto delle segreterie regionali di Cgil,Cisl e Uil, e di Filt, Fit e Uiltrasporti.Lo sciopero interesserà la circolazione dei treni per otto ore dalle nove del mattino fino alle 17 e si preannunciano disagi per i viaggiatori. In ogni caso sono garantiti, soprattutto nella fascia oraria mattutina, i treni regionali per i pendolari. Gli addetti alle attività di pulizia accompagnamento notte, e ristorazione a bordo treno si fermeranno invece per 24 oreTra i compiti che Fs sta trascurando e che si vorrebbero esternalizzare c’è, "l’attività manutentiva della infrastruttura e dei treni già oggi in forte contrazione". Lo sciopero è dunque per "respingere con forza una serie di scelte sbagliate in virtù di azioni unilaterali figlie di un’arroganza aziendale non più sostenibile".Nel dettaglio, tra il personale del gruppo Ferrovie dello Stato, gli addetti alla circolazione dei treni sciopereranno 8 ore, dalle 9 alle 17 di venerdì (sono garantiti nella fascia oraria dalle 6 alle 9 i treni regionali per i pendolari) mentre per il "restante personale delle Ferrovie dello Stato" il riferimento è all’"intera prestazione giornaliera". Quanto ai lavoratori degli appalti ferroviari, l’astensione è prevista per 24 ore dalle 21 di giovedi alle 21 di venerdì poiché, "a seguito del ridimensionamento dei servizi affidatogli da Fs, rischiano in concreto la perdita dei posti di lavoro".A giudizio delle organizzazioni sindacali, "da tempo Trenitalia, in Emilia-Romagna, palesa un disinteresse al mantenimento dei volumi di produzione dei treni regionali esistenti e sta riducendo anche le attività collegate ai treni come la manutenzione ai locomotori e alle vetture tanto che il servizio offerto ai viaggiatori spesso risulta non in linea con i requisiti stabiliti dal contratto di programma al trasporto".Pertanto, conclude la nota, le segreterie regionali dei diversi sindacati "richiedono con questa proclamazione di sciopero che si manifesti la disponibilità di Trenitalia a modificare il proprio piano industriale e ad investire in mezzi e con risorse adeguate in Emilia-Romagna, dove transita tutto il traffico ferroviario nazionale e l’uso della ferrovia è strumento indispensabile per l’intero territorio regionale anche a fronte dell’incremento dei costi di benzina e gasolio".

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