Ferrari, trattativa tra azienda e sindacati


CARPI (MO), 18 MAG. 2010 – "Quest’anno se va bene si produrranno undicimila vetture, seimila Ferrari e cinquemila Maserati". A stimare i numeri delle auto di lusso che usciranno dagli stabilimenti modenesi è Giordano Fiorani, segretario della Fiom della Ghirlandina. La crisi occupazionale delle Rosse di Maranello parte da qui. I progetti della società prevedevano di arrivare a quota ventimila auto, dodicimila col logo del cavallino e ottomila col tridente della Maserati. "Uno sviluppo che non si è realizzato", dice Fiorani.Stamattina a Carpi, nella sede della Confindustria, sindacati a azienda si sono riuniti per discutere dei 270 esuberi individuati dalla Ferrari tra dipendenti diretti e interinali (centoventi tra gli impiegati i restanti nella produzione). Una trattativa complicata che segue i due giorni di mobilitazione organizzati la settimana scorsa dai dipendenti.La crisi Ferrari ha fatto arrivare alla sede di Maranello anche l’amministratore delegato del gruppo Fiat Marchionne. La sensazione tra i lavoratori è che negli ultimi tempi gli atteggiamenti della Rossa sono andati via via a somigliare di più con il modo di fare della Fiat, la cui dirigenza è solita, in materia occupazionale, mettere dinanzi ai sindacati opzioni del tipo "prendere o lasciare". "Un ricatto" è stato giudicato dalle sigle sindacali la concessione della seconda trance del premio di produzione (circa 1600 euro) agli operai in cambio di un accordo quadro riguardante gli esuberi.

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