Ferrari, Arrivabene lascia la scuderia


Non è certo stato lui ad impigliarsi in Bottas in Azerbaigian e in Francia; né a perdere tre posizioni in griglia in Austria; né a schiantarsi in Germania con la gara, e forse il Mondiale, praticamente nelle mani; né a pasticciare a Monza o a Suzuka. Insomma, non tutte le colpe della Ferrari sono attribuibili a Maurizio Arrivabene, ma d’altra parte il suo compito da team principal della squadra corse era uno – vincere – e in quattro stagioni l’obiettivo è sempre stato mancato. Tre sgradite medaglie d’argento nel Mondiale costruttori e appena due nel Mondiale piloti, deciso da una pura lotta intestina tra Mercedes nei primi due anni della sua gestione, 2015 e 2016: questa è la magra bacheca con la quale Arrivabene lascia la Gestione Sportiva, pagando senza dubbio i risultati. La notizia è ancora ufficiosa e per di più improvvisa, tanto che oggi a Maranello – secondo le indiscrezioni – tutti se lo aspettavano regolarmente in ufficio. Dietro la mossa a sorpresa potrebbe esserci un diktat forte, magari dello stesso Camilleri, erede di Sergio Marchionne che già nei suoi primi mesi da CEO a Maranello ne ha sovvertito alcune strategie – fu proprio l’Italo-canadese a volere Arrivabene in Ferrari, sul finire del 2014, convinto che il 62enne ex Philip Morris sarebbe riuscito ad adattare la sua esperienza internazionale in ambito commerciale e manageriale in qualcosa di utile a una squadra corse di Formula 1. E via via che l’impellenza di tornare a vincere si fa più forte, dopo undici stagioni consecutive passate a mancare il gradino più alto del podio, ecco che il Cavallino Rampante sembra intenzionato a rimettere ai vertici della squadra una figura tecnica, Mattia Binotto. Che con Arrivabene pare fosse ai ferri corti, soprattutto per via delle molte critiche da lui rivolte allo sviluppo della macchina negli ultimi Gran Premi della scorsa stagione: tensione risultata decisiva nella scelta dell’esonero. Che formalmente è un mancato rinnovo, essendo Arrivabene in scadenza di contratto, ma la sostanza non cambia: la Ferrari è una squadra forte ma che non vince, e che al pari di molte sue simili proverà a dare la svolta cambiando l’allenatore.

In serata la nota ufficiale della scuderia: “Dopo quattro anni di impegno e instancabile dedizione Maurizio Arrivabene lascia la Scuderia. La decisione è stata presa di comune accordo con i vertici dell’azienda dopo una profonda riflessione in relazione alle esigenze personali di Maurizio e a quelle della Scuderia”

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