Ferrari verso Wall Street, ma sede fiscale in Italia


Il Cavallino corre verso Wall Street, ma il cuore resta in Italia. Con la presentazione dei documenti per l’Ipo, l’offerta pubblica di acquisto, al Sec, la Consob americana, è partito ufficialmente il conto alla rovescia per lo sbarco al New York Stock exchange: il cuore della finanza mondiale.
Un passaggio formale, ma fondamentale per l’approdo alla Borsa statunitense. A depositare la documentazione è stata la New Business Netherlands, società olandese controllata da Fiat Chrysler Automobiles che avrà il pacchetto di maggioranza della Rossa e che presto assumerà il nome di Ferrari N.V. La sede fiscale però, precisa Fca, resta italiana dove il Cavallino continuerà a pagare le tasse sulla propria attività industriale. Il numero di azioni ordinarie oggetto dell’offerta e il range di prezzo – si precisa inoltre – non sono ancora stati determinati, fermo restando che si prevede che l’oggetto dell’offerta non ecceda il 10% delle azioni ordinarie in possesso a Fiat Chrysler Automobiles. Sul valore che verrà determinato dalla quotazione c’è ovviamente grande attesa. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fca e presidente della Ferrari ha ipotizzato una valutazione di almeno 10 miliardi di euro, considerando il marchio appartenente non tanto al settore dell’automotive quanto piuttosto a quello del lusso dove di solito i multipli di valutazione sono molto più ampi. Fattore determinante sarà comunque il margine operativo lordo, cioè la redditività della gestione caratteristica, che per la Ferrari vale quasi 680 milioni di euro.
Nel documento depositato a New York emergono inoltre alcuni dati del 2015, come il numero delle vendite che nei primi tre mesi sono calate di circa 100 unità. Ciò nonostante i ricavi sono stabili a 621 milioni mentre l’utile netto è addirittura aumentato da 54 a 65 milioni.

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