Ferrari: “Modena riparta dai suoi punti di forza”


MODENA, 11 LUG. 2011 – E’ necessario che Modena e il suo tessuto sociale e imprenditoriale escano "dall’empasse psicologica che ci sta attanagliando" mettendo in evidenza i punti di forza e i dati positivi che, seppur in un momento di crisi che colpisce l’Italia e l’intero panorama internazionale, in questa parte di Emilia ancora sono ben presenti. A inquadrare così la situazione di Modena e provincia è il presidente della locale Confindustria, Pietro Ferrari. "Pare impossibile che questa città non abbia coscienza di sé – ha osservato nella conferenza stampa prima dell’assemblea generale di Confindustria Modena -: è la seconda provincia in Italia per vocazione industriale e la sessantaquattresima in Europa. Eppure nessuno ne parla, mentre questo andrebbe preso come punto di partenza" per il consolidamento e il rilancio del territorio. A giudizio del numero uno degli industriali modenesi, infatti, in questa parte di Emilia si può contare su "una manifattura eccellente, un forte export e il collegamento con l’università: dobbiamo lavorare da qui e credo che Modena abbia la necessità di rifocalizzarsi su questo mettendo in evidenza i dati positivi" che riesce a sprigionare. Secondo l’indagine congiunturale sull’andamento dell’industria manifatturiera modenese, condotta da Confindustria Modena su un campione di quasi 200 aziende che occupano circa 38.000 dipendenti con un fatturato complessivo di 19 miliardi, tra il gennaio e il maggio del 2011 la produzione é cresciuta del 9,4% sull’anno precedente, il fatturato del 13,1%, l’export dell’11% e l’occupazione dell’1,6%. Quanto alle aspettative a breve termine degli imprenditori per il secondo semestre del 2011, il 47,5% si attende un aumento della produzione e il 24,5% dell’occupazione. Il 45,3% degli imprenditori, invece si attende una produzione stazionaria così come stazionaria è prevista l’occupazione per il 67,6% degli intervistati. Solo il 7,2%, invece, stima una produzione in calo e l’8% una occupazione in diminuzione."Noi manchiamo di crescita e non si può pensare che arrivi da sola. Abbiamo buttato via quasi tre anni – ha proseguito Ferrari riferendosi alle decisioni della politica – abbiamo fatto finta che le cose fossero nella normalità della crisi: provvedimenti che non abbiamo preso tre anni fa li prendiamo adesso e forse non sono abbastanza". Pertanto, ha sottolineato ancora, "il Governo e i governi che verranno dovranno contare sul fattore ‘C’, ossia sul coraggio. Ci vogliono uomini capaci e molto coraggiosi – ha ammonito -: o si ritorna alla politica alta o il baratro diventa molto molto vicino". A giudizio del numero uno degli industriali modenesi, sempre in tema di politica, tanto nazionale quanto locale, "i luoghi di potere, le poltrone, le pseudopoltrone, gli strapuntini, sarebbe il caso che venissero occupati da un livello di qualità superiore. La sensazione – ha concluso – è che lì siamo un po’ carenti".

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