Ferrari, la nuova parola d’ordine è esternalizzare


MARANELLO (MO), 11 MAG – In risposta alla protesta di stamattina da parte dei propri dipendenti la Ferrari è intervenuta tramite un comunicato che sottolinea la propria intenzione a fare uno sforzo economico per erogare i premi di risultato contestati, ma allo stesso tempo l’esigenza di esternalizzare "le attività non primarie per l’azienda.""Il piano definito – si legge nella nota – prevede di trasferire questo tipo di attività e le persone che le gestiscono ad aziende del territorio, mantenendo così l’occupazione locale". In questo modo, spiega il Cavallino, "si creano anche le condizioni per continuare a garantire presso la Ferrari l’occupazione di quasi 100 lavoratori con contratti flessibili che, malgrado la crisi, continuano a collaborare con l’azienda, un caso forse unico nel panorama nazionale visto che questo tipo di contratti sono i primi ad essere chiusi. A fianco di questa iniziativa è stato anche proposto un piano di prepensionamento su base volontaria creando così opportunità per i giovani".Sul premio di risultato, invece, la Ferrari sottolinea che "purtroppo non sono stati raggiunti gli obiettivi né industriali né sportivi che erano stati concordati. Gran parte del premio è stato comunque già erogato come anticipo. E’ stato quindi spiegato ai sindacati che saldare un premio senza aver raggiunto gli obiettivi sarebbe sbagliato". L’azienda tuttavia, aggiunge la Ferrari, "è disponibile a un ulteriore sforzo economico per venire incontro alle esigenze delle proprie persone. Purtroppo la risposta ottenuta ad oggi è stata quella di voler discutere i vari aspetti in momenti separati, mentre è evidente che per la Ferrari è fondamentale affrontare il contesto complessivo. Questo è il quadro che la Ferrari vuole affrontare con il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori, in modo costruttivo creando l’azienda del futuro".In un altro passaggio, l’azienda di Maranello ricorda che "nei mercati emergenti, che mantengono un buon tasso di crescita, la Ferrari deve rispondere ai nuovi clienti che hanno culture diverse e non sempre sono disposti ad aspettare la propria Ferrari per più di 10 mesi, soprattutto quando aziende concorrenti sono pronte a consegne immediate. A queste richieste la Ferrari deve rispondere con una grande flessibilità produttiva, utilizzando in modo efficiente i propri impianti pur mantenendo l’esclusività che la contraddistingue".

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