Ferrara: ragazza in coma per meningite batterica, lavorava in discoteca


FERRARA, 15 FEB. 2009 – Una ventenne da ieri è in coma farmacologico nel reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale Sant’ Anna di Ferrara per una meningite iperacuta da meningococco. Secondo quanto scrive ‘La nuova Ferrara’, la ragazza, impiegata in un negozio di parrucchiere, sabato 7 aveva anche lavorato come animatrice in una discoteca della zona ed è quindi stata a contatto con un gran numero di persone. Ieri mattina è scattato il protocollo anti-meningococco, a cui ha collaborato anche lo staff della discoteca (il 7 febbraio c’erano 1.500 persone), ed è partita la ricerca dei ragazzi che erano nel locale e dei clienti del negozio di parrucchiere. L’ idea di un contagio esteso a una intera discoteca ha messo in allarme i responsabili della sanità pubblica ferrarese, che hanno cercato di mettersi in contatto con i clienti del locale con tutti i mezzi: telefono, sms, internet. Il protocollo prevede la profilassi per chi sia stato in contatto con l’ ammalato fino a dieci giorni prima dello scatenarsi della meningite quindi, in questo caso, a partire dal 5 febbraio. "Una forma così violenta fa presupporre un contagio recente – ha detto al quotidiano ferrarese il primario del reparto di Malattie Infettive dell’ ospedale Sant’ Anna, Florio Ghinelli – Il rischio riguarda comunque chi ha avuto contatti diretti e stretti con la ragazza, magari all’ interno di una stanza, non per interposta persona".PREVENZIONE PER CENTINAIA DI PERSONE"Il dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl ha provveduto, nella giornata di ieri e oggi, a sottoporre a profilassi gran parte delle persone che sono venute in relazione con la ragazza colpita da meningite". Lo ha reso noto un comunicato congiunto di Azienda Ospedaliero Universitaria e Azienda Usl di Ferrara,precisando che si è trattato di "un lavoro estremamente dettagliato e corposo, messo in atto dai medici grazie anche alla collaborazione delle persone che lavorano con la ragazza ammalata, delle guardie mediche e delle forze dell’ordine cittadine". "La paziente colpita da meningite – spiega la nota – è tuttora ricoverata presso l’Unità Operativa di Rianimazione dell’ospedale S. Anna. Le sue condizioni di salute sono stabili. La prognosi è riservata e saranno necessarie altre 48 ore per poterla sciogliere". La meningite – continua il comunicato – "é certamente meningococcica, ma ad oggi il laboratorio analisi del S. Anna non è stato ancora in grado di identificate il ceppo". Sul fronte della prevenzione, "tutti i familiari sono stati sottoposti a profilassi dai medici del reparto di Malattie infettive del S. Anna, e il dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl ha provveduto a sottoporre a profilassi gran parte delle persone che sono venute in relazione con la ragazza colpita da meningite". Per informazioni si può contattare il Dipartimento di Sanità Pubblica ai numeri: 0532.235272 o 235294.L’ESPERTO: NON E’ FACILE CONTAGIARSILa stretta vicinanza fisica ed il contatto prolungato nel tempo. Sono queste le due condizioni principali per il contagio nel caso di meningite batterica. A sottolinearlo, in relazione al caso della ragazza di Ferrara da ieri in coma farmacologico per una meningite iperacuta da meningococco e che aveva lavorato in una discoteca affollata di persone lo scorso 7 febbraio, è il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Università di Brescia Giampiero Carosi. Il rischio di contagio, spiega l’infettivologo, "si determina quando c’é una fase acuta dell’infezione in atto e siamo in presenza, nel soggetto colpito, di un’alta carica batterica. Il contagio avviene principalmente attraverso la trasmissione di goccioline di saliva, ad esempio parlando o tossendo". Per questo, rileva, "due sono le condizioni di rischio: la vicinanza al soggetto in un raggio limitato di 1 o 2 metri, ma anche il contatto prolungato dal momento che perché ci sia contagio è necessaria la presenza di una carica batterica molto elevata". Ciò significa, afferma Carosi, che "é molto improbabile che nella discoteca possa essersi verificato un contagio per un alto numero di persone, poiché poche saranno state quelle a strettissimo contatto e per un tempo prolungato con la ragazza. Ma non potendosi individuare questo circolo ristretto di soggetti, è chiara la necessità di contattare tutti i presenti come misura precauzionale". Fondamentale, aggiunge Carosi, è inoltre "contattare per la profilassi le persone che sono state a stretto contatto con la ragazza nei dieci giorni precedenti il ricovero". La meningite è un’infiammazione di origine batterica o virale delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Si tratta di una malattia grave ma curabile nella maggioranza dei casi, e per cui è importante una diagnosi tempestiva. Sono circa 900 ogni anno i casi di meningite batterica, la forma più pericolosa, che rientrano nella normalità epidemiologica della meningite in Italia, per cui si registra ancora il 14% di decessi. Gli agenti batterici che la causano sono il meningococco, di cui esistono diversi ceppi, lo pneumococco e l’emofilo. La vaccinazione è l’arma di prevenzione più efficace. La malattia si trasmette per via respiratoria attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali disperse con la tosse, gli starnuti o mentre si parla. Al suo esordio la meningite batterica può presentare sintomi simili a quelli dell’influenza, come sonnolenza, cefalea, inappetenza. Dopo 2-3 giorni però la situazione peggiora e compaiono nausea e vomito, febbre alta, pallore, intolleranza alla luce, rigidità della nuca e della gamba.

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