Ferrara, meno Ici per chi avvia una nuova impresa


FERRARA, 9 SET. 2011 – In tempi in cui più che i volumi di produzione a crescere sono le tasse, un segnale in contro tendenza arriva da Ferrara. Il Comune ha infatti deciso di ridurre l’Ici a chi fa partire nuove attività. Per chi si insedia, con nuovi fabbricati, in aree destinate dal Comune al commercio, all’artigianato e all’industria, l’aliquota Ici passa dal 7 per mille al 3. Si tratta di un aiuto alla crescita economica di una città che da tempo "ha un deficit di attrattivi delle imprese", spiega l’assessore al Bilancio Luigi Marattin.Nelle stime del Comune c’è la compensazione del minore gettito Ici raccolto attraverso l’aumento delle attività produttive presenti. Allo stesso tempo anche dalla compartecipazione del Comune all’Irpef. Pur essendo una riduzione di più della metà dell’aliquota precedente, l’amministrazione sa che non potrà essere considerata dagli imprenditori come una ‘manna dal cielo’. Ma è comunque un aiuto, uno dei pochi concreti, che un governo locale può prendere in tema di sviluppo dell’economia. Il via libera al provvedimento è stato dato dal Consiglio comunale il 20 giugno scorso.Nel 2011 il gettito Ici nelle casse del Comune di Ferrara è stato di 22 milioni, dei quali 8 sono arrivati dalle imprese. Per ottenere l’agevolazione occorre costruire nelle aree previste dal Piano Strutturale Comunale, che diviso in due assi, uno per i nuovi tessuti produttivi, l’altro per la riqualificazione industriale. "Entrambe ospitano dai 1500 ai 1600 lotti potenziali. Chiunque venga a costruire in questi lotti avrà l’Ici ridotta di quasi il 60%", sottolinea Marattin. Per il 2012 l’intenzione del Comune è di estendere l’agevolazione anche per gli imprenditori che aprono un’attività in fabbricati appartenuti ad aziende chiuse per fallimento.

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