Ferrara: condannata una banca per aver venduto titoli “tossici”


FERRARA, 18 MAR. 2009 – Una banca è stata condannata per "scarsa informazione", per aver cioé venduto ad un cliente titoli tossici, come le obbligazioni Finmek, senza informarlo adeguatamente. E’ una sentenza innovativa, per l’Italia, quella pronunciata dal tribunale di Ferrara e promossa dalla Confconsumatori, contro la Cassa di Risparmio di Cento perché, oltre a risarcire il risparmiatore, fissa i doveri informativi imposti alle banche nello svolgimento dell’attività d’intermediazione finanziaria. Il tribunale ha verificato l’inadempienza della banca dall’ informare il cliente e dall’astenersi dal fare operazioni non adeguate.I titoli in questione erano stati emessi senza rating da una finanziaria estera (senza avere i titoli per farlo) per coprire i debiti di una società italiana. La sentenza – come hanno spiegato gli avvocati Giovanni Franchi e Stefano Di Brindisi che l’hanno promossa – è innovativa non solo perché è la prima in Italia ad essersi pronunciata sui titoli Finmek, ma perché porta degli argomenti che riguardano i doveri informativi dell’ istituto di credito. Non può infatti ritenersi sufficiente, secondo la sentenza, l’informazione sui rischi generali. Il caso in questione riguarda un pensionato, al quale è stato proposto di investire il suo intero portafoglio di risparmio (circa 30.000 euro) nei bond Finmek. Contravvenendo cioé alle regole sulle operazioni ‘pericolose’, ma anche al ‘buonsenso finanziario’ che suggerisce sempre di diversificare gli investimenti. A questa condizione si é aggiunta, secondo il tribunale, la ‘violazione dei doveri informativi’ che la banca è obbligata a fornire con dovizia di particolari, soprattutto agli investitori meno esperti. E che non possono limitarsi al prospetto informativo generico. "Sentenze di questo tipo – ha spiegato l’avvocato Giovanni Franchi – ci incoraggiano nel seguire la strada della richiesta di risarcimenti alle banche. Strada che spesso, quando c’é una citazione, non arriva alla sentenza, ma si conclude con una transazione che permette alle banche di evitare pubblicità negativa. C’é però il rischio della prescrizione: è difficile infatti intervenire per il rimborso di titoli emessi da oltre dieci anni". "Sempre più cittadini e famiglie – ha detto Secondo Malaguti, presidente della Confconsumatori dell’Emilia-Romagna – riempiono i nostri uffici. Oltre al settore bancario siamo spesso in difficoltà anche sui servizi telefonici. Nonostante le leggi che anche negli ultimi anni sono state fatte, sembra che per le grandi compagnie che operano in questi settori spesso le leggi dello Stato non valgano".

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