Ferrara: Cittàterritorio al via, con un pensiero all’Abruzzo


FERRARA, 17 APR. 2009 – "Dedichiamo moralmente alla popolazione dell’Abruzzo le nostre riflessioni che quest’anno ruotano attorno al tema della comunità". Così il sindaco Gaetano Sateriale aprendo la seconda edizione di ‘Città territorio festival", che fino a domenica 19 animerà piazze e sale di Ferrara. "Metteremo al centro – ha aggiunto Sateriale – le persone in carne ed ossa e ci occuperemo di cose concrete, tangibili. Quindi ciò che andremo a ricercare sono il collante sociale e le linee di indirizzo delle politiche di governo. Il controllo del territorio si esercita giorno per giorno con il duro lavoro e il sudore della fronte. E spesso ci si accorge che il bene futuro di una comunità spesso è basato su dure divisioni dell’oggi. Ma a Città territorio parleremo anche di comunità virtuali. Noi ne abbiamo creata una, si chiama Citybook ed è una sorta di vetrina della città. Sabato la presenteremo, trasferendola per l’occasione dal virtuale al reale. L’anno scorso – ha concluso – abbiamo vinto una scommessa, non solo con la presenza di trentamila spettatori al festival e di insigni relatori provenienti da tutto il mondo, ma con la qualità di un dibattito che è risultato interessante per gli addetti ai lavori come per i cittadini perché ha affrontato questioni relative alla vita di tutti i giorni. Quest’anno puntiamo a fare ancora meglio"."I cittadini ferraresi hanno percepito fin da subito questo festival come un’occasione – ha osservato Giuseppe Laterza, l’editore che garantisce l’impulso organizzativo alla manifestazione -. La nostra volontà è mettere a confronto lo sguardo degli urbanisti con quello di sociologi, letterati, filosofi che si occupano della vita nelle città. Rispetto a un anno fa sono cambiate molte cose, il mondo è un altro: siamo in piena crisi economica, c’è stato politicamente il sovvertimento determinato dall’elezione di Obama negli Stati Uniti. I termini centrali del dibattito sono oggi mercato e Stato. Ma mi sembra che manchi una terza parola che è – appunto – comunità: un termine il cui significato oggi è ancora più forte e decisivo rispetto al passato". E’ intervenuto anche Giovanni Milani, amministratore delegato di Enipower e sponsor principale della manifestazione. "Abbiamo voluto garantire il nostro contributo alla comunità ferrarese all’interno della quale siamo attivi, agendo in un’ottica di sviluppo sostenibile. ‘Abitare, creare, condividere’, è il senso della mostra fotografica ‘Comunità inconsuete, lavoro e nuove società all’estero’ che presentiamo nella piazza del Municipio: racchiude lo spirito della nostra impresa, che ci fa sentire orgogliosi ovunque operiamo nel mondo"."Il festival si svolge in un momento davvero particolare, perché il terremoto pone a ognuno di noi una responsabilità collettiva molto profonda – ha rimarcato Gian Carlo Muzzarelli, assessore all’Urbanistica della Regione Emilia Romagna – Quando si parla di territorio bisogna sempre avere ben presente il senso del limite perché le leggerezze nel comportamento dell’uomo, come ci ricordano i fatti di questi giorni, possono determinare conseguenze molto gravi e profonde. Questa di Città territorio – ha concluso – è un’occasione per individuare nuovi indirizzi di governo, che abbiano la legalità e la responsabilità come principi cardine dell’azione".Infine, il direttore scientifico del festival, Francesco Erbani, ha rapidamente riassunto le ragioni delle scelte compiute. "Abbiamo individuato il tema della comunità molto prima che assumesse i caratteri di urgenza conferiti dalla crisi economica e dalle paure urbane che ne conseguono. Parleremo qui della comunità con uno sguardo internazionale. Uno degli elementi di considerazione è quanto urbanistica e architettura contemplino la creazione dello spazio pubblico e quanto invece questo sia residuale nella progettazione e nella realizzazione. Parleremo di comunità secondo varie accezione, da quelle solidaristiche o religiose sino a quelle criminali. Stiamo anche organizzando una riflessione sui temi che derivano dall’emergenza del terremoto. L’ambizione nostra è comunque quella di non ridurre tutto ai quattro giorni di questa seconda edizione, ma di creare un percorso che si sviluppi durante l’intero anno così come già in parte avviene grazie al solido rapporto creato con le scuole e con la facoltà di Architettura".

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