Fellini sbarca a Parigi con “La Grande Parade”


PARIGI, 20 OTT. 2009 – L’autunno è felliniano a Parigi. A cinquant’anni da La Dolce Vita, un lungo omaggio è dedicato a colui che oltralpe viene definito come il più francese dei registi italiani. Si andrà avanti fino al 17 gennaio, tre mesi, con proiezioni, incontri e una grande mostra ricca di immagini e documenti inediti. “Fellini, la Grande Parade”, questo il titolo dell’esposizione ospitata dal museo Jeu de Paume, è un’esplorazione all’interno dei meccanismi della creazione felliniana, un viaggio che vuole mostrare come era consuetudine per l’artista assorbire il reale e riversarlo in scene poi divenute mitiche nell’immaginario collettivo.“L’opera di Fellini è il miglior racconto della vita della seconda metà del ventesimo secolo. Basta vedere La Dolce vita per capire tutto dell’epoca in cui visse il regista”, spiega Sam Stourdzé, il curatore della mostra realizzata in collaborazione con la cineteca di Bologna. E l’esposizione si sofferma molto su quello che può essere considerato il film più famoso di Fellini. Ne smonta ogni ingranaggio della sua creazione, arrivando a spiegare la scena culto dell’elicottero che trasporta un cristo in croce sorvolando i cieli di Roma. La prova che Fellini si ispirò all’attualità televisiva e alle riviste dell’epoca. Nel 2010 “Fellini, la Grande Parade”, approderà a Bologna, negli spazi di Mambo, il museo dell’arte moderna del capoluogo. Ma non solo. Toccherà al capoluogo mettere Fellini dappertutto, per un periodo che andrà da marzo fino a luglio. Anche qui non mancheranno incontri, presentazioni di libri, dibattiti con critici e protagonisti del mondo artistico e intellettuale.

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