Fellini e i suoi film in mostra


BOLOGNA, 23 MAR. 2010 – Cinquant’anni fa usciva "La dolce vita", il capolavoro di Federico Fellini che è diventato in poco tempo il simbolo di un epoca e il bigletto da visita del cinema italiano in tutto il mondo. Ma forse, dopo mezzo secolo, che ancora qualcuno che non sa che Anita Ekberg, nella famosissima scena del bagno nella Fontana di Trevi, sotto l’abito da sera nero indossava un paio di stivaloni da pescatore. Oppure che un anno prima di girare il film, l’attrice svedese era stata immortalata in un servizio fotografico di un rotocalco italiano, mentre, vestita di bianco, era immersa nella stessa fontana romana. Ma proprio per rendere note queste curiosità e altri momenti inediti del mondo del regista riminese, è stata organizzata la mostra "Fellini. Dall’Italia alla luna", dal 25 marzo al 25 luglio al Mambo – Museo d’arte moderna di Bologna. In collaborazione con il museo e in parallelo alla mostra, la Cineteca comunale organizza inoltre una rassegna sui film di Fellini e su quelli che amò e che lo ispirarono, con una serie di incontri con attori, intellettuali, amici del grande Federico. Tra gli altri, Emir Kusturica, che domani sera alle 22.15 al cinema Arlecchino introdurrà la proiezione di "Amarcord", o Sergio Zavoli, che sempre domani, alle 17.30, parteciperà a un incontro pubblico nella sede del Mambo. E ancora, Anouk Aimee, che incontrerà il pubblico a Bologna il 24 e 25 aprile, Sergio Rubini, Stefano Benni, don Vito Albanesi, Pippo Delbono, Riccardo Garrone. La mostra – curata dal critico parigino Sam Stourdzé – approda a Bologna dal Jeu de Pomme di Parigi dove ha registrato un grande successo (é stata visitata da 450.000 persone), ma con un titolo diverso e una sezione nuova (sul lavoro di Fellini sulle ‘voci’) oltre a una rassegna di manifesti originali dei film provenienti da una collezione privata e ora acquisiti dalla Cineteca. L’esposizione non segue un approccio cronologico, ma affronta le ossessioni felliniane (le donne, i sogni, l’invenzione delle parole, i fotoromanzi, il rifiuto della televisione) con un impatto multimediale, che mette in relazione estratti di film, foto, resoconti giornalistici, immagini tv, disegni, documenti di lavoro e crea un’atmosfera felliniana fatta di voci, immagini e colori. In mostra 200 foto, 50 disegni autografi, 30 postazioni audio-video, 12 videoproiezioni e centinaia di documenti, estratti di riviste, locandine, manifesti, diapositive, copertine. I film saranno proiettati al Lumiere, nella sede della Cineteca, e anche nella rassegna estiva in Piazza Maggiore. "Con questa inziativa – ha detto il direttore della Cineteca, Gian Luca Farinelli – non vogliamo parlare di uno dei tanti registi importanti, ma di un grande artista del ‘900 che va rimesso al suo posto di figura eccellente". E per Vittorio Boarini, direttore della Fondazione intitolata al regista (che ha messo a disposizione molto materiale) "questa è una mostra critica e interpretativa di ciò che significa Fellini". Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore regionale alla Cultura Alberto Ronchi, che ha fatto una precisazione importante dopo le voci di possibili chiusure della Fondazione Fellini per un disimpegno economico della Regione: "La Regione – ha sottolineato – non permetterà mai che la Fondazione Fellini chiuda".

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