Federvini: “Accise su spiriti azzera settore”


In un mercato che sconta gli effetti della crisi generalizzata nei consumi, gli aumenti delle accise sugli spiriti adottati per finanziare voci disparate della spesa pubblica, sono una minaccia reale per la tenuta di un segmento del Made in Italy molto importante e apprezzato nel mondo”. Lo afferma Federvini in base a uno studio commissionato a Trade Lab, sottolineando che “Il rischio che il gettito generato sia di molto inferiore alle attese e soprattutto che il prezzo da pagare in termini occupazionali e di capacità di sopravvivenza del comparto sia pesante, è reale”. Con gli incrementi di accisa sugli spiriti che raggiungeranno quota +30% a gennaio 2015, l’impatto occupazionale – aggiunge Federvini – sarebbe di -6.700 posti di lavoro, indebolendo gravemente un settore produttivo che esprime famose eccellenze, dalla Grappa al Limoncello, dagli Amari alla Sambuca, dal Nocino di Modena al Mirto di Sardegna. Secondo Trade Lab, in un mercato che già mostra una variazione tendenziale media delle vendite pari a -3,7% a volume e -1,4% a valore, il maggior gettito ipoteticamente generato dalla crescita delle accise al 30% risulterebbe neutralizzato dagli effetti derivanti da un’ulteriore contrazione delle vendite pari a -9,4% a volume.

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