Federmeccanica, Fabio Storchi è il nuovo presidente


REGGIOLO (RE), 17 GIU. 2013 – L’imprenditore reggiano Fabio Storchi, 64 anni, è il presidente nazionale di Federmeccanica. E’ stato eletto per il quadriennio 2013-2017 dall’assemblea generale, riunita a Genova. Storchi è presidente e amministratore delegato di Comer Industries di Reggiolo, azienda in provincia di Reggio Emilia che si occupa di progettazione e produzione di sistemi avanzati di ingegneria e soluzioni di meccatronica per la trasmissione di potenza destinati ai principali costruttori mondiali di macchine per l’agricoltura, l’industria e la produzione di energia rinnovabile.Il neo-presidente, insediandosi alla guida dell’associazione, ha spiegato che l’Italia "ha imprese straordinariamente vitali, che esercitano un ruolo insostituibile nel paese. L’Italia ci guarda e ci osserva, ripone fiducia in noi e nella ripresa. Dobbiamo avere la forza di guardare in avanti con realismo e superare le logiche di breve periodo. Dal 1970 al 2000 il ciclo di espansione ha trascinato i nostri cluster, ma le imprese manifatturiere avevano già percepito la fine di questo ciclo di sviluppo".Secondo Storchi è arrivato il momento "di cambiare il paradigma, modificare i modelli di business, i prodotti, i processi organizzativi. E’ un percorso che è già stato intrapreso da 10-15 anni da un numero consistente di piccole e medie imprese. La nostra sfida è qualitativa: medium hi-tech, robotica, meccatronica, nanotecnologie, design. Parliamo di imprese che esportano tra il 75 e il 100%. Questa è la nostra prospettiva, il nostro futuro. Diventa fondamentale applicare politiche organizzative e formative, facendo crescere le competenze individuali e il livello medio di cultura aziendale e rivalutando quella formazione tecnica che ha fatto grande il paese".Per Storchi gli imprenditori italiani del settore "devono riflettere sul loro ruolo di portatori di valore nella società. Ma dobbiamo lasciarci alle spalle il ‘900: rimanere ancorati al core business sindacale, ma anche mettere al lavoro, nell’ambito associativo, il nostro potenziale di conoscenze e di innovazione. Dobbiamo trasformare problemi individuali e frammentati in possibili soluzioni condivise".

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