Federico Aldrovandi, finisce nei guai un altro poliziotto


FERRARA, 25 FEB. 2009 – Nell’ambito della cosiddetta “inchiesta bis” del caso Aldrovandi due poliziotti sono indagati per aver manomesso il registro degli interventi delle volanti la mattina del 25 settembre e per alcune incongruenze emerse durante i primi due mesi di indagini sulla vicenda. Si tratta di Paolo Marino, ex funzionario di polizia giudiziaria e Marcello Bulgarelli, operatore della centrale operativa. A questi due funzionari ora se ne aggiunge un quarto, Luca Casoni, l’agente che quella notte era capoturno della sezione Volanti. Casoni è stato raggiunto da un avviso di garanzia per favoreggiamento. Fu il primo funzionario a raggiungere il 25 settemnbre 2005 via Ippodromo, dove morì il ragazzo di 18 anni dopo l’incontro con i quattro agenti. Al centro dell’indagine la testimonianza di Casoni al processo. Nell’udienza del 13 febbraio 2008 l’agente ha ammesso di aver fatto interrompere la telefonata al centralino della questura nella quale comunicava l’accaduto. A chi stava al telefono della questura disse di “staccare” la registrazione. Fu fatto “per parlare liberamente” ha spiegato al processo Casoni. “Appunto – è stata la risposta del giudice – in modo che eventuali indagini su quella conversazione non appurassero cosa vi foste detti”. Il frammento di conversazione registrato sul nastro agli atti del processo dura una ventina di secondi, ma secondo i tabulati della Telecom quella chiamata durò un minuto e 18 secondi."Noi speriamo che si vada a fondo, non abbiamo fretta ma vogliamo assolutamente la verità anche su tutto questo", ha detto Patrizia Aldrovandi, la mamma di Federico.

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