Federico Aldrovandi. Cardiologi di nuovo in aula


17 MAGGIO 2011 – "E’ terribile dover rivivere tutto daccapo". Una frase, di Lino Aldrovandi, papà di Federico, riassume lo stato d’animo della famiglia, di chi lo conosceva, e di tutti coloro che hanno seguito la vicenda del diciottenne malmenato e ucciso a botte dalla polizia a Ferrara la sera del 25 settembre 2005. A Bologna è cominciato ieri il processo d’Appello. Un secondo grado di giudizio che arriva a distanza di quasi due anni dalla condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi inflitte a quattro agenti per eccesso colposo nell’omicidio colposo.Nell’udienza di oggi i giudici hanno accolto parzialmente le richieste dei loro difensori. La decisione più importante consiste nel riconvocare i cardiologi le cui perizie coincisero con le fasi più salienti del processo di primo grado. Il 24 maggio, data della prossima udienza, è stato dunque fissato un nuovo confronto tra il professor Claudio Rapezzi, per la difesa, e il professor Gaetano Thiene, consulente delle parti civili. Il primo esperto è l’esponente della tesi del’"exciting delirium", ovvero della morte improvvisa di Federico. Il ragazzo sarebbe morto, a suo parere, anche se nessuno gli avesse messo le mani addosso. Un punto di vista smentito il 16 marzo 2009, in un’udienza del processo a Ferrara, dall’altro perito, il prof. Thiene, che nella sua lunga esperienza, su cinquecento casi di morte improvvisa presi in esame, non ne ha mai trovato uno di decesso per ipereccitazione o per spavento.Nella perizia che finì poi per pesare maggiormente sulla sentenza di condanna, Thiene parlò di schiacciamento toracico, e quindi di morte violenta, testimoniata dalla compressione del fascio di His, visibile dalla fotografia del cuore di Federico agli atti dell’autopsia. La prova che il giovane era stato immobilizzato e poi schiacciato e soffocato dal peso dell’agente Enzo Pontani.Anche oggi, era presente in aula la mamma, Patrizia Aldrovandi, che ha così commentato: "E’ sempre positivo un confronto tra esperti, è un bene che si facciano ulteriori accertamenti anche per confutare le tesi del professor Thiene, un esperto riconosciuto a livello mondiale: speriamo non si allunghino troppo i tempi del processo, per giungere alla conferma della sentenza di primo grado che noi come famiglia auspichiamo".

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