Federalismo fiscale: cosa cambia per imprese e cittadini?


RAVENNA, 23 APR. 2009 – La Cna comunale di Ravenna ha deciso di approfondire – nell’ambito del proprio congresso – un argomento di grande attualità: quello del federalismo fiscale. Ne hanno parlato Mauro Baruzzi e Mario Petrosino, rispettivamente presidente e responsabile della Cna comunale di Ravenna con i sindaci di Ravenna, Fabrizio Matteucci e di Novara, Massimo Giordano. Il confronto è stato preceduto da un intervento di Antonio Gioiellieri, direttore Anci dell’Emilia Romagna. Le conclusioni sono state affidate a Gabriele Morelli, segretario regionale Cna.Il provvedimento legislativo sul federalismo fiscale è stato adottato definitivamente da pochi giorni dal Parlamento. Il Disegno di Legge delega cambierà radicalmente l’architettura istituzionale del nostro Paese e toccherà direttamente i cittadini e le imprese attraverso l’introduzione del federalismo fiscale anche in Italia. La globalizzazione dell’economia e la conseguente necessità di accentrare importanti decisioni di politica economica a livello europeo o addirittura mondiale – ha detto Mauro Baruzzi – ha portato lo svuotamento in molti settori tradizionalmente di competenza degli Stati nazionali. In questo scenario, negli anni, è aumentata anche in Italia la richiesta di maggiori poteri a livello locale. Dal 1997, con la prima riforma Bassanini, è iniziato anche nel nostro Paese un processo di decentramento amministrativo – anche a favore delle imprese – accompagnato da nuove modalità elettive per gli organi di governo territoriali. In questo contesto, la prosecuzione di una finanza basata sui trasferimenti dallo Stato al territorio delle risorse è una anomalia che andava sicuramente corretta. Gli obiettivi indicati nella Legge delega approvata – continua Baruzzi – sono condivisibili anche se ancora molto vaghi; in particolare, il progressivo passaggio alle Regioni e ai Comuni delle responsabilità con autonomia finanziaria, l’introduzione dei princìpi di correlazione e flessibilità delle imposte, i premi e le penalità nel caso di buona o cattiva gestione. La Cna ritiene che l’introduzione del federalismo fiscale deve puntare su tre obiettivi principali: l’efficienza della Pubblica Amministrazione, la qualità della spesa e la riduzione degli adempimenti burocratici per le imprese. Date le positività presenti – ha poi aggiunto Petrosino – le preoccupazioni espresse dalla nostra Associazione devono essere fonte di stimolo spingendo a migliorare e a non ostacolare il processo di attuazione del federalismo fiscale. Le piccole imprese devono impegnarsi in positivo, partecipando al dibattito con la consapevolezza di essere contribuenti un po’ “speciali” in questa partita". La Cna ha chiesto che sia esplicitamente previsto lo snellimento dei livelli di governo accorpando ed eliminando gli enti inutili e quelli le cui funzioni potrebbero sovrapporsi; che siano responsabilizzati i centri di spesa e sia aumentata la trasparenza; che siano definite delle flessibilità tributarie e salvaguardata la pressione fiscale delle aziende; che siano coinvolte anche le piccole aziende nella definizione del processo di semplificazione. "Lavorando su queste modifiche non solo le imprese si potranno sentire meglio garantite. Sarà garantito il successo dell’intera operazione, ponendo un tassello che potrebbe risultante per rimettere in moto il nostro Paese"."Il nostro obiettivo – ha concluso Petrosino – è di portare alcune idee nuove e di porre molti interrogativi. Ci auguriamo di avere avviato una discussione con la città e con tutti i soggetti potenzialmente interessati, nell’interesse, non solo delle imprese che rappresentiamo, ma della comunità intera".Dal canto loro, i due sindaci, Giordano e Matteucci si sono dichiarati entrambi d’accordo sull’asse della riforma, pur con le dovute distinzioni. Il sindaco di Novara ha esordito dichiarando che è innanzitutto fondamentale far capire la complicata Legge delega alla gente. E’ infatti indispensabile un approccio pragmatico e la condivisione degli obiettivi fondamentali come, ad esempio, il passaggio dalla spesa storica alla spesa standard, ponendo un freno alle attuali logiche di trasferimento che assegnano maggiori fondi a chi spende di più. E’ indispensabile, infatti, affermare il principio della spesa virtuosa e di un meccanismo premiante per chi amministra bene. Ci sono sistemi, meccanismi malati che non hanno colore politico: questo sarebbe un modo per responsabilizzare la classe politica e per controllare la spesa pubblica. “Bisogna tuttavia fare attenzione – ha poi concluso – ai nemici del federalismo fiscale che vogliono cambiare tutto per non cambiare nulla”.Matteucci ha proseguito affermando che “siamo vicini al raggiungimento dell’obiettivo federalista”.“Condivido – ha ribadito – larga parte del ragionamento di Giordano e sono convinto che questa riforma vada fatta insieme. Tuttavia sarebbe opportuno simulare l’effetto che alcune decisioni potranno avere sui cittadini, perché non sono così sicuro che i conti possano tornare. Per l’artigianato e la piccola impresa, ad esempio, una buona riforma federalista va in direzione di servizi migliori, meno tasse e un’economia che gira ”. Ha poi concluso con una battuta: “Promettimi – ha chiesto al sindaco Giordano – che se diventerai presidente della Regione, continuerai a pensarla allo stesso modo sui Comuni”.Al termine del convegno, il segretario regionale Cna, Gabriele Morelli ha sottolineato come l’attuazione del federalismo fiscale sia urgente e indispensabile, “l’unica arma che questo Paese ha in questo momento per avviare una vera politica di rinnovamento”. Al termine del convegno, Morelli ha sottolineato come l’attuazione del federalismo fiscale sia urgente e indispensabile, “l’unica arma che questo Paese ha a disposizione in questo momento per avviare una vera politica di rinnovamento”.

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