Febbre suina, pandemia in arrivo


30 APR. 2009 – L’influenza H1N1, che ha avuto origine in Messico (anche detta febbre suina per la sua origine animale) non sembra avere più confini. Un caso è stato segnalato sempre più vicino al Nord Italia, a Baden, in Svizzera. E intanto il direttore generale per le politiche della salute e dei consumatori della Commissione Ue, Robert Madelin ha detto che in Europa “qualcuno morirà a causa dell’influenza. Non è questione di se qualcuno morirà, ma di quanti moriranno. Saranno centinaia, migliaia o decine di migliaia? Non conosciamo le dimensioni di questa pandemia”.I tentativi di minimizzare, purtroppo soprattutto da parte delle autorità italiane, sembrano scontrarsi con una realtà piuttosto allarmante. L’unico che si è esposto in queste ore con parole chiare è stato il presidente delle Commissione parlamentare d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, il professor Ignazio Marino del Pd. “L’Italia non e’ pronta a fare fronte ad un’eventuale emergenza legata al virus dell’influenza suina”, ha detto il parlamentare. Dopo aver compiuto una verifica sulle riserve di farmaci a disposizione in Italia ha affermato: “E’ un dato di fatto che non vuole sembrare allarmistico ma credo che, con senso di responsabilità, sia doveroso fare chiarezza sulle informazioni che vengono diffuse e sulle riserve di cui disponiamo. Nel nostro paese sono disponibili in questo momento 40 milioni di dosi di farmaci potenzialmente efficaci per contrastare il virus dell’influenza suina. Ma per curare una persona servono 10 dosi, ciò significa che, se il virus arriverà nel nostro paese, in teoria vi sarà la disponibilità del farmaco solo per 4 milioni di persone, pari a meno del 7% della popolazione italiana”.“Parliamo – prosegue il professor Marino – dello stesso farmaco che doveva essere utilizzato nel caso di diffusione dell’influenza aviaria. Oggi come allora L’Italia non è pronta e infatti anche due anni fa era al penultimo posto in Europa, assieme a Cipro e Grecia, in quanto a capacità di fornire farmaci alla popolazione”.Continuano intanto a Bologna le analisi sull’uomo colpito da un virus di ceppo A simile a quello della febbre suina ricoverato nel pomeriggio di martedì in via precauzionale al reparto malattie infettive del Policlinico S.Orsola Malpighi. Secondo la classificazione del Ministero della salute si tratta di un “caso probabile” di infezione da virus A H1N1, responsabile dell’epidemia verificatasi in Messico e negli Stati Uniti. La direzione del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna ha comunicato all’Assessorato regionale alle politiche per la salute che il paziente è in buone condizioni e non presenta più alcun sintomo clinico.A partire da ieri – ha precisato l’assessorato regionale alla sanità – sono operative le misure di sorveglianza e controllo definite dal gruppo regionale che si occupa del problema e che già tengono conto delle disposizioni ministeriali arrivate solo nel tardo pomeriggio di martedì.

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