Febbre suina. Ancora tre gli emiliano-romagnoli sotto osservazione


29 APR. 2009 – E’ arrivato nel pomeriggio di ieri il risultato degli esami diagnostici effettuati sulla donna modenese di 42 anni, che era stata ricoverata al Policlinico di Modena per accertamenti riguardanti l’influenza suina. Il test è risultato negativo. Rientrata da un viaggio di lavoro in Messico con qualche linea di febbre, era stata sottoposta ad analisi per chiarire la situazione. Finora alla Regione Emilia-Romagna sono pervenute sei segnalazioni di cittadini rientrati dal Messico con la febbre; tre di queste sono già risultate negative, mentre per le altre tre sono ancora in corso i test. Il Servizio sanitario regionale assicura un coordinamento delle attività operativo nelle 24 ore.  Le persone che riportano sintomi influenzali e che negli ultimi 7 giorni sono state in un zone critiche, come Messico e New York, saranno prese in carico dai reparti di malattie infettive della RegioneSono comunque rigorosi i controlli che, da sempre, a prescindere dall’emergenza febbre suina, vengono effettuati sugli allevamenti nazionali di maiali. A confermarlo è l’esperto intervistato da Trc-Telemodena, uno dei tecnici di produzione di Unipig, la società cooperativa agricola che ha sede a Castelfranco Emilia. La zootecnia "made in Italy" è sempre più orientata alla qualità e alla sicurezza ed ogni singolo capo, sia che si tratti di grandi aziende suinicole o di piccoli allevamenti familiari, è sottoposto ad una severa vigilanza, con regolari certificazioni di idoneità. Le carni suine nazionali, dunque, sono garantite ed un altro elemento di tranquillità viene dal fatto che è assolutamente inconsistente l’import di suini e prodotti della macellazione di maiali provenienti dal Messico.Anche l’assessore regionale alla sanità Giovanni Bissoni ieri ha rilasciato dichiarazioni rassicuarnti: “Per ora non ci sono elementi che giustifichino allarmi e rendano necessarie precauzioni e anche i quattro casi emiliani non sono in condizioni tali da essere considerati sospetti di infezione”. Il servizio sanitario regionale resta comunque in allerta, pronto ad adottare gli interventi che dovessero rendersi necessari. Inoltre, puntualizza Bissoni “Non è assolutamente pericoloso mangiare carne di maiale”.

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