Febbre da gioco in ER:902 milioni di spesa


BOLOGNA, 14 NOV. 2012 – Assieme alla crisi e alle difficoltà finanziarie, cresce la voglia di gioco in Emilia-Romagna. Nei primi 8 mesi dell’anno, tra gennaio e agosto, la spesa reale, ossia la differenza tra raccolte e vincite ha toccato i 902,5 milioni di euro, in salita del 4,3% rispetto agli 865,5 milioni del 2011 mentre il gettito erariale si attesta a oltre 446 milioni contro i 423 milioni dell’anno precedente. Le vincite hanno sfiorato i 3,7 miliardi, il 22% in più rispetto ai 3 miliardi del 2011. A mettere in fila i numeri del gioco legale in regione è "Sistema Gioco Italia", la Federazione della filiera dell’industria del gioco e dell’intrattenimento costituita all’interno di Confindustria.In base ai dati presentati nella sede di Unindustria Bologna dalla Federazione – che raggruppa Acadi, l’associazione dei concessionari degli apparecchi di intrattenimento e Acmi quella dei costruttori delle macchine, oltre a Assotrattenimento, Federbingo, Federippodromi, e l’associazione di concessionarie ‘Giochi&Societa” – nel 2011 in Emilia-Romagna la spesa effettiva, ossia la raccolta al netto delle vincite pagate ai giocatori (payout), è stata di 1,2 miliardi con un payout che ha superato i 4,2 miliardi. Il tutto ha consentito un gettito erariale di 599 milioni. Tra le singole province Bologna è risultata quella con la più alta spesa effettiva con 273 milioni, seguita da Modena con 219 milioni di euro e Reggio Emilia con 170 milioni. Alle loro spalle, Parma (136,2 milioni), Rimini (118,7 milioni), Forlì-Cesena (106 milioni), Ferrara (93,8 milioni), Ravenna (89,9 milioni) e Piacenza con 67 milioni. Guardando, invece, alla spesa pro capite, a primeggiare, lo scorso anno, è stata Rimini con 436,40 euro, seguita da Reggio Emilia (395,40) e Modena con 378,93. La media regionale, sempre per la spesa pro capite è di 344,59 euro, il 7,20% rispetto alla media nazionale di 371,26. Il settore in Emilia-Romagna comprende 366 aziende (sulle 6.600 nazionali che occupano oltre 100.000 addetti: 20.000 direttamente impiegati nel comparto, 80.000 all’interno dei punti vendita), tra gestione di sale Bingo , sale scommesse, ricevitorie, gestione di apparecchi da intrattenimento. Nel 2011 il numero delle imprese in regione è cresciuto del 33,6% rispetto al 2010. Quanto al rischio di dipendenza da gioco, uno dei temi ‘caldi’ per il comparto, in regione, è stato sottolineato da Franca Francia dell’area Dipendenza della Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali dell’Emilia-Romagna, "sono 618 le persone che si stanno facendo curare presso i Sert. Sono la punta dell’iceberg – ha aggiunto – quelli che non ce la fanno più e chiedono un aiuto", ma stime precise sul numero dei giocatori compulsivi non ce ne sono. Nel mondo dei giochi, ha osservato il presidente di Confindustria Sistema Gioco Italia, Massimo Passamonti, "il sistema italiano è virtuoso ed è considerato come ‘best practice’ in Europa e nel mondo, compresi gli Stati Uniti. Noi – ha chiosato ricordando la collaborazione con l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria sulle linee guida per la comunicazione commerciale e l’accordo con l’Anci – stiamo dalla parte di tutti quelli che perseguono il gioco lecito, il gioco regolamentato poiché le zone grigie non fanno bene allo Stato e al settore".

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