IL BILANCIO DI CARIFE- A PICCOLI SI USCIRA’ FUORI DALLA CRISI


FERRARA 6 APRILE Il Consiglio d’Amministrazione della Cassa di Risparmio di Ferrara Spa, Capogruppo dell’omonimo Gruppo Bancario, ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2010, che si chiude in miglioramento del 32% rispetto all’anno scorso, con una perdita di € 46,9 milioni.L’insieme dei costi operativi risulta in calo di oltre € 17,5 milioni (-14%). E’ proseguito il trend di contenimento delle spese amministrative, scese di oltre € 7 milioni (-6%), evidenziato sia nell’ambito delle spese generali (-11.9%), che in quello delle spese per il personale (-1.8%), risultati ottenuti tramite un’efficace azione di razionalizzazione e di monitoraggio.Il perdurare delle rilevanti difficoltà del contesto economico in cui la Cassa opera, ha richiesto ancora importanti accantonamenti per il rischio di credito, nell’ordine di € 104 milioni, in diminuzione del 12% rispetto al 2009. Conseguentemente, sale a un significativo 37,73% il livello di copertura complessiva dei “crediti anomali”, dal precedente 31,45%.La gestione caratteristica della Banca ha evidenziato un miglioramento nell’ultimo trimestre del 2010, confermato dalle prime indicazioni del primo trimestre 2011 che ha visto, tra l’altro, una brillante crescita del numero dei conti correnti. In relazione allo Stato Patrimoniale, l’aggregato complessivo della raccolta diretta si attesta su un valore pari a € 4,9 miliardi, in contrazione dell’11,8% rispetto all’esercizio precedente. In particolare a tale dinamica ha concorso la scelta di ridurre l’esposizione verso emittenti internazionali per € 500 milioni, bilanciata da un significativo incremento della raccolta obbligazionaria verso la clientela retail, che ha registrato una crescita del 23,1%, attestandosi a € 1,2 miliardi.La costante attenzione alla clientela retail (famiglie, privati, piccole e medie imprese) quindi, unita al forte incremento della raccolta obbligazionaria, come sopra descritto, confermano il modificato profilo della raccolta diretta, con un aggregato retail che sale all’82% del totale rispetto al precedente 74%.Nell’ambito dell’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse patrimoniali, gli impieghi verso la clientela si attestano a € 4,8 miliardi, con una riduzione del 2,4% rispetto all’anno precedente, in equilibrio con il totale della raccolta diretta.Anche all’interno di questo aggregato, emerge il processo di ricomposizione a favore del credito nei confronti di small business, PMI, famiglie e privati consumatori, che ora incidono per circa il 70% del monte crediti complessivi (al netto dell’esposizione verso la controllata Commercio e Finanza Leasing e Factoring). Il total capital ratio si attesta a 19,29% e il core tier 1 ratio a 12,28%.A livello consolidato è proseguito il percorso di efficientamento del perimetro del Gruppo.Nel corso del 2010 si è concretizzata la completa cessione della partecipazione in Banca Treviso, pari al 60,31%.Dal punto di vista delle grandezze patrimoniali, la cessione sopra descritta e le dinamiche della Capogruppo, hanno avuto riflesso anche sui dati consolidati. Da ciò derivano in larga parte la flessione della raccolta diretta (-17%) e degli impieghi(-12%), che si attestano rispettivamente a € 5,6 miliardi e € 5,5 miliardi.Sotto il profilo della redditività, si riscontrano significativi miglioramenti per ciò che attiene all’efficienza. Le spese amministrative di Gruppo risultano infatti in calo del 3% e si attestano a € 149 milioni. Il risultato dell’esercizio include inoltre accantonamenti per un totale di € 152,1 milioni. Il risultato consolidato chiude pertanto in sostanziale miglioramento (+25%) rispetto all’esercizio precedente, contabilizzando una perdita pari a € 58 milioni, dopo le imposte.Il total capital ratio e il core tier 1 ratio si attestano rispettivamente all’ 8,13% e al 5,11% .Il presidente Lenzi, a nome del nuovo Consiglio di Amministrazione insediatosi a fine aprile 2010 dichiara: “I dati del 2010 confermano il cambiamento di rotta iniziato l’anno scorso e proseguito con la nomina del Direttore Generale, e con la redazione e approvazione del Piano Industriale 2011-2014, che definisce la strategia e gli obiettivi di tutte le società che rientreranno nel perimetro del Gruppo. E le prime indicazioni del 2011 confermano la validità delle linee guida tracciate.”

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