FERRARA – IN AZIENDA I PEZZI ‘SBAGLIATI’ SI SCARTANO DA Sè


FERRARA 30 DICEMBRE Prodotti sbagliati, cioè non conformi? Alla Bonfiglioli Riduttori si scartano da soli. Merito di un dispositivo ideato dall’Università di Ferrara e montato alla fine della linea di produzione, un sistema tanto innovativo quanto promettente. In questo modo, infatti, si evita la spedizione di prodotti con prestazioni non allineate allo standard e si ottiene una mappa statistica ad auto-compilazione che riporta gli aspetti più critici dei prodotti stessi dal punto di vista qualitativo. In tal modo si hanno indicazioni precise per il loro miglioramento. Meno costi, insomma, e più qualità: una bella marcia in più nel momento in cui si avvia la ripresa.L’innovazione è stata lanciata in questi mesi, grazie al programma regionale Spinner 2013 (http://www.spinner.it/), che, tramite un finanziamento dedicato, ha permesso di avviare la collaborazione tra la Bonfiglioli Riduttori e un team di ricercatori dell’Università di Ferrara (Laboratorio di Acustica e Vibrazioni LAV), guidati dal professor Giorgio Dalpiaz, esperti in metodologie innovative d’indagine vibrazionale. Un successo che testimonia, dunque, come il rapporto tra impresa e ricerca possa funzionare bene se opportunamente organizzato e gestito.”Per noi – spiega Rodolfo Arigoni, promotore e responsabile del progetto all’interno dell’azienda – è stata un’esperienza assolutamente positiva. L’approvazione del progetto non ha comportato le complesse e tortuose lungaggini burocratiche che ci si potevano aspettare e abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi prefissati, tant’è che il dispositivo è in funzione con soddisfazione nel nostro stabilimento di Vignola e l’azienda è propensa all’utilizzo dello stesso su tutte le linee produttive, sia in Italia sia all’estero”.La Bonfiglioli Riduttori è un’impresa nata nel 1956 la cui produzione è costituita da motoriduttori industriali, riduttori epicicloidali, motori elettrici e inverter. Nel 2009 ha superato i 400 milioni di fatturato e i 2.800 dipendenti. “Il nostro obiettivo – spiega l’ingegner Arigoni – era progettare e realizzare uno strumento automatico che, installato a fine linea di produzione, permettesse di filtrare i prodotti ritenuti non conformi”. La soluzione era nei laboratori dell’Università di Ferrara, nei metodi messi a punto dall’equipe del professor Dalpiaz, che consentono di comprendere dal segnale vibrazionale se i diversi componenti funzionano bene oppure no, e quale sia il loro stato qualitativo.Grazie a Spinner 2013 è stata avviata la collaborazione che in pochi mesi ha portato ai risultati sperati. “Grazie al nuovo sistema – spiega sempre Arigoni – oggi evitiamo di spedire prodotti non conformi ai nostri standard, che potrebbero dare adito a reclami o non soddisfare completamente le aspettative dei clienti. Inoltre ora siamo in grado di dare ai nostri fornitori mappe approfondite e oggettive dei componenti che presentano maggiori tassi di difettosità. Così facendo incrementiamo le sinergie migliorando, nel contempo, la qualità del nostro prodotto. Queste stesse mappe vengono poi utilizzate anche dai tecnici dei nostri Centri assistenza rendendo così il loro lavoro più efficace ed efficiente con conseguente maggiore soddisfazione finale del cliente”.

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