A Lerida in Spagna si è concluso il 5° Congresso Mondiale della pera.


FERRARA 19 GIUGNO Si è concluso con successo il 5° Congresso mondiale della pera, organizzato da AREFLH l’Associazione delle Regioni Ortofrutticole Europee e da Afrucat l’Associazione delle imprese ortofrutticole di Catalonia.Al congresso hanno partecipato, nei due giorni di lavoro circa 200 fra produttori, tecnici, ed addetti alla commercializzazione delle organizzazioni dei produttori e delle imprese private. I partecipanti provenienti dai principali paesi produttori come Italia, Spagna, Francia, Belgio, Argentina e Sud Africa. Luciano Trentini Vice Presidente di AREFLH e Responsabile delle Relazioni esterne ed Europee di CSO insieme a Manel Simon Direttore Generale di Afrucat ed alle Autorità della Regione Catalogna e della Provincia di Lerida hanno inaugurato questo importante appuntamento che ritorna in Spagna dopo 5 anni , quando nel 2007 si tenne la prima edizione. Nei due giorni di lavori sono stati numerosi i temi trattati, in particolare nella prima giornata, dopo alcune visite ad importanti imprese produttrici di Blanquilla e Conference sono stati analizzati gli aspetti innovativi legati alle tematiche ambientali, sia della fase produttiva, che del post raccolta. Per l’Italia Marco Cestaro della Regione Emilia-Romagna ha portato la sua esperienza in merito a quanto la Regione mette in atto per la produzione ortofrutticola a basso impatto ambientale con una visione rispetto al futuro della Politica Agricola Comune che pone sempre più come prioritaria l’attenzione all’ambiente. Paolo Bertolini dell’Università di Bologna ha illustrato le ricerche ed i risultati ottenuti nella conservazione delle pere dopo il divieto dell’uso dell’etossichina. Dopo la presentazione dei dati sui costi di produzione effettuati da CSO, quest’anno si è voluto meglio conoscere l’andamento dei costi in Sud Africa ed in Argentina, due paesi che guardano con estremo interesse al mercato europeo. Nella seconda giornata sono stati analizzati i risultati negativi della campagna 2011 annata con buone produzioni in tutti i paesi europei ed in particolare in Italia dove la produzione ha toccatole 915.000 t. sancendo così la massima produzione in assoluto di pere degli ultimi 10 anni. I risultati economici sono stati negativi in molti paesi con prezzi pagati agli agricoltori, al di sotto del costo di produzione. Le prime stime presentate per la prossima campagna produttiva, per le varietà precoci, indicano una riduzione della produzione, causata da andamenti climatici avversi . Non si possono ancora fare, invece ipotesi produttive per le varietà medio-tardive e tardive anche se cascole importanti lasciano presagire, in generale, una riduzione della produzione a livello europeo. Tenuto conto che i consumi di pere flettono, si rafforza il fatto che l’Europa deve continuare ad esportare se si vogliono mantenere gli attuali investimenti produttivi e per non dovere gestire situazioni di crisi di mercato. Invece le barriere sanitarie poste in atto da paesi importatori, di fatto impediscono la libera circolazione delle nostre pere nel mondo. E’ quanto è stato evidenziato da Simona Rubbi del CSO che ha presentato la situazione generale per l’apertura dei nuovi mercati, riferendo, ad esempio, come la trattativa con gli Stati Uniti stia diventando estenuante ed al momento non si intravedano soluzioni in tempi brevi per portare sulla tavole dei consumatori americani le pere europee e soprattutto quelle italiane, che sembrano essere particolarmente gradite. Sulla situazione della gestione delle crisi Luciano Trentini ha illustrato ai presenti come l’AREFLH, da tempo, sia impegnata a difendere a Bruxelles i meccanismi di sostegno oggi in atto a favore dell’ortofrutta ma anche a cercare soluzioni ai problemi determinati dalle difficoltà di mercato e di sovrapproduzione . ” In questi giorni – dichiara Luciano Trentini – la Commissione sta apportando correttivi al meccanismo di ritiro, in particolare si richiedono condizioni tali da garantire maggior sicurezza per i redditi dei produttori. Serve comunque – prosegue Trentini – una politica di promozione attiva per rilanciare i consumi che in Europa tendono a ridursi, 5,1 kg pro-capite nel triennio 2009.2011. In Italia sono state consumate 365.000 tonnellate nella campagna 2010/11 contro le 455.000 quelle del 2000/01. E’ necessario aprire un dialogo più proficuo con i consumatori che debbono essere maggiormente informati sulle caratteristiche nutrizionali di questo frutto a basso contenuto calorico e ricco di sali minerali.” Lucino Trentini esprime soddisfazione per i risultati ottenuti da Interpera 2012 sia per la eccellente organizzazione sia sotto l’aspetto scientifico. ” I dati presentati – conclude Trentini – sono un patrimonio dal quale attingere per ottenere una pericoltura, sempre più competitiva. Per quanto riguarda il futuro di Interpera, Abbiamo ricevuto la proposta di realizzare l’edizione 2013 in uno dei paesi protutori dell’Emisfero Sud ma e’ ancora tutto da definire.

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