IL PREMIO NOBEL AMARTYA SEN E KERRY KENNEDY SCOPRONO LA SETTIMANA DEL BUON VIVERE


FORLI’ 23 MAGGIO Una delegazione della Settimana del Buon Vivere, guidata dall’ideatrice Monica Fantini, ha incontrato a Milano in forma privata il premio Nobel per l’Economia Amartya Sen e Kerry Kennedy, figlia dello scomparso senatore Robert e nota attivista per i diritti umani. Con Monica Fantini hanno partecipato all’incontro tre giovani componenti del comitato organizzatore: Serenella Vasini, Lisa Tormena e Michelangelo Pasini.Le interviste realizzate con Amartya Sen e Kerry Kennedy saranno al centro della prossima edizione della manifestazione, programmata dal 30 settembre al 6 ottobre.«L’incontro svolto – dichiara Monica Fantini – rappresenta la continuità e la visibilità positiva che, anche a livello internazionale, sta assumendo la Settimana del Buon Vivere di Forlì-Cesena. È una giornata che rimane incisa nella memoria delle più importanti opportunità che la Settimana del Buon Vivere, partendo dal basso, dal coinvolgimento dei giovani e della Comunità, porta in dote non solo per la prossima edizione ma per il racconto che potrà, negli anni, fare di sè».«Amartya Sen e Kerry Kennedy – spiega – hanno sottolineato come il tema della libertà entri a pieno titolo nelle poliche di sviluppo in cui giustizia ed equità rappresentano l’unica sostenibilità possibile. E in questo come lo stare insieme e la coesione siano l’unico strumento vincente: l’isolarsi è retroguardia. La politica deve recuperare autorevolezza e indirizzare a un cambiamento capace di integrare il futuro nel presente attraverso la partecipazione e l’ascolto dei cittadini che vanno rispettati non solo nei loro bisogni, ma nella loro intelligenza».«Si sono confrontati – aggiunge Monica Fantini – sul senso di cooperazione che vive in ognuno di noi e sul modello d’impresa che può aiutare nel superamento della crisi. Infine, ci hanno regalato un lungo messaggio da trasmettere all’inizio della Settimana del Buon Vivere e a tutti quei giovani che credono che con il loro futuro non si possa più scherzare. Il tutto con l’estrema umiltà, vicinanza, ironia, apertura e chiarezza di cui solo i grandi sono capaci. Questo, ancor prima delle parole, diventa l’insegnamento e l’esempio che portiamo a Forlì», conclude.

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