La Camera di Commercio di Forlì-Cesena e Intesa Sanpaolo hanno realizzato in collaborazione uno studio sul comparto del mobile imbottito


FORLì 21 NOVEMBRE Si è ieri svolto alla Camera di Commercio di Forlì-Cesena l’incontro di presentazione dello studio promosso dall’Ente e condotto dal Servizio Studi e Ricerche di Intesa San Paolo, dal titolo “Il mobile imbottito di Forlì nell’attuale contesto competitivo”. La ricerca è stata realizzata con lo scopo di rilevare le caratteristiche delle imprese del comparto forlivese – che rappresenta una delle specializzazioni tradizionali dell’economia provinciale -, e le sue dinamiche nel confronto con gli altri principali poli italiani, alla luce del profondo cambiamento operato e amplificato dalla crisi economica generale. Questa iniziativa si inserisce nell’ottica di continuo aggiornamento del patrimonio informativo curato dall’ente, a disposizione di quanti operano “nel territorio e per il territorio”; costituisce pure un ulteriore strumento utile per l’individuazione di azioni e la programmazione di interventi al fine di rendere maggiormente competitive le imprese del comparto.Gli interventi di Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, di Sergio Mazzi, Presidente di Cariromagna e di Giovanni Foresti, Responsabile Analisi Territoriale – Industry del Servizio Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, hanno messo in luce i punti di forza e le criticità di questo settore. Partendo dalla conferma delle positività – elevata specializzazione, alta flessibilità e adattabilità delle imprese, un ”saper fare” consolidatosi nei decenni – si è giunti alla definizione dei punti deboli, soprattutto concentrati nelle parti iniziale e finale della catena del valore: innovazione, ideazione, progettazione (la parte iniziale) e commercializzazione dei prodotti (fase finale). La perdita del collegamento con il consumatore espone a rischi elevati, in quanto il contatto con il cliente finale è cruciale, sia per le scelte di innovazione di prodotto, sia rispetto alla visibilità sul mercato.In prospettiva, per incrementare la competitività e contrastare con successo la concorrenza, le imprese del distretto dovrebbero operare “costanti investimenti nell’innovazione di prodotto, per differenziare la propria offerta, puntando su design, ricerca sui materiali, qualità ed eco-compatibilità del prodotto.” Diversificazione della gamma produttiva, investimenti in politiche di marchio e distributive, con valorizzazione del brand, sono altrettanti elementi necessari per uno sviluppo futuro. Le imprese di subfornitura dovrebbero anch’esse puntare su un miglioramento generalizzato dell’organizzazione, razionalizzando i processi produttivi, aprendosi a processi di crescita dimensionale e di collaborazione strategica verticale lungo la filiera, riducendo nello stesso tempo il proprio grado di dipendenza dalla committenza. “Intendo inoltre sottolineare, – dichiara Alberto Zambianchi – per il rilancio del settore, risultano sempre decisivi il capitale umano, con le sue competenze, abilità pratiche e tecniche, ed il “ Made in Italy” – e cioè quell’idea di eleganza e stile nell’abitare tipici del nostro Paese” “Potrebbero risultare utili – aggiunge Giovanni Foresti – il rilancio di strategie collettive, anche attraverso la creazione di reti, e il ruolo delle istituzioni, in particolar modo nell’accompagnare le imprese nei mercati esteri e nel risolvere le criticità rappresentate dalla difficoltà di reperire manodopera specializzata.”

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