Fatture false, 13 rinvii a giudizio a Reggio Emilia


© TELEREGGIOREGGIO EMILIA, 22 SET. 2010 – Tredici imprenditori edili operanti nel reggiano sono stati rinviati a giudizio dalla Procura di Reggio Emilia con l’accusa di frode fiscale. Le indagini del sostituto procuratore Luca Guerzoni, durate due anni, hanno portato alla luce un quadro generalizzato di utilizzo di false fatture nel settore dell’edilizia per una mole economica accertata fino ad ora di circa 20 milioni. Molte aziende (250 quelle coinvolte dagli approfondimenti della Procura) dichiaravano tra i propri fornitori soggetti inesistenti o intestavano fatture a nomi di fantasia o a persone del tutto estranee.L’indagine è partita nel 2006 quando 13 associati al consorzio edile reggiano ‘Magno consorzio’, che svolge lavori in subappalto, furono scoperti a emettere fatture gonfiate nei confronti dello stesso consorzio per 2,5 milioni. Partendo da questo la Procura ha fatto venire alla luce una fitta ramificazione capillare di rapporti economici fittizi finalizzati a aumentare i costi e a abbattere i redditi da dichiarare. In totale sono 36 le persone denunciate. Due imprenditori emettevano addirittura fatture mentre erano in carcere.Uno dei due, ha scoperto la Guardia di Finanza, era in carcere in Germania, l’altro era agli arresti domiciliari. Le fatture erano state intestate a nomi di fantasia o a persone estranee: in un caso è stata utilizzata la partita Iva di un albergo pugliese. Nelle indagini è emerso anche che molte aziende avevano dichiarato fra i loro fornitori soggetti inesistenti. A volte, hanno accertato i finanzieri, la contabilità veniva distrutta.

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