Farmaci, Coop Adriatica e la finta liberalizzazione


BOLOGNA, 15 DIC. 2011 – Una liberalizzazione fasulla. Questo è il giudizio di Coop Adriatica sul lavoro del governo nell’ambito del commercio dei farmaci. Si "continua a favorire una corporazione privilegiata – i 16.000 titolari delle farmacie in Italia – e danneggia i consumatori, i giovani farmacisti e l’economia del Paese", si legge in una nota della cooperativa di consumo."La notte scorsa, hanno di fatto annullato la liberalizzazione della vendita dei farmaci di fascia C". La precedente versione del testo – spiega Coop Adriatica – prevedeva infatti che anche questi medicinali, senza obbligo di ricetta ma interamente a carico del cittadino, potessero essere venduti anche nelle parafarmacie, sempre dietro presentazione della prescrizione e con il supporto di un farmacista. La Cooperativa di Consumatori – che gestisce 18 spazi CoopSalute in altrettanti ipercoop a Bologna, in Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo – ha espresso la propria protesta in un manifesto, esposto da oggi in tutti i propri ipercoop.Coop Adriatica fa sapere che "Grazie alla prima liberalizzazione della vendita di medicinali senza obbligo di ricetta e da banco, nel 2006, negli ipercoop sono occupati oggi 58 farmacisti laureati e iscritti all’ordine. Nel 2011, nella sola rete di vendita della Cooperativa, si stima che i risparmi assicurati dalle parafarmacie cooperative ai consumatori siano stati di circa 2 milioni di euro, calmierando l’interno mercato.""Ovunque – prosegue la nota – le farmacie private sono state indotte dalla concorrenza a contenere i prezzi dei preparati di uso comune, mentre non c’è stata la corsa all’acquisto indiscriminato di medicinali paventato da Federfarma. La nuova versione della manovra Monti, toglie alle famiglie la possibilità di risparmiare almeno 250 milioni di euro su una voce importante del loro bilancio."

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