Fantuzzi: nel pasticcio Manodori il Pd non c’entra niente


REGGIO EMILIA, 14 AGO 2009 – Sui vertici della Fondazione Manodori interviene anche il segretario del Pd reggiano, l’ex eurodeputato Giulio Fantuzzi, che definisce “Uno schiaffo alle istituzioni elettive locali” l’elezione di Borghi e Carbognani.“Questo è quanto si è consumato ieri all’ora del the in Palazzo Pratonieri – spiega Fantuzzi – con la nomina ai vertici della Manodori dell’accoppiata Borghi-Carbognani. Poteri forti, che più forti non si può, alla guida di una Istituzione che deve aiutare i deboli, con il voto determinante della rappresentante del mondo del volontariato e del delegato della Curia, evidentemente ignaro delle più recenti omelie vescovili dedicate all’etica di una solidarietà più condivisa. Un bel capolavoro in nome del dio mercato. Adesso, uomini di banca e di industria a Reggio non avranno più bisogno di frequentarsi in salotti privati”.Rispetto all’incapacità del centrosinistra reggiano di accordarsi su candidati propri, Fantuzzi aggiunge: “Naturalmente ci sarà chi se la prende con il PD, o troppo invadente o troppo impotente. Non siamo né l’uno né l’altro. Rispettiamo l’autonomia del Consiglio generale e le sue scelte. Ma, nella autonomia che ci è propria, devo dire che il profilo di quanto accaduto è terribilmente basso. Hanno voluto il voto segreto … come è segreto il loro programma. Qual è il progetto che accomuna i sette vincitori? Il balbettio del neo presidente davanti alle telecamere subito dopo la nomina è stato molto eloquente. Vedremo se lui, che ha voluto fustigare in un recente passato la presunta spocchia delle istituzioni, saprà muoversi con determinazione contro quelle clamorose autoreferenzialità statutarie della Fondazione, che tanti mondi della società civile reggiana da tempo denunciano”.“Si è persa un’occasione – conclude Giulio Fantuzzi – per dare un messaggio di felice convergenza verso il bene comune della nostra provincia e della nostra città. Uno sfregio ai nobili intenti di Pietro Manodori, sindaco e filantropo. Fuori dal Palazzo c’è la crisi e con la “conventio ad excludendum” non si va molto in là. Specie quando gli esclusi di turno sono i rappresentanti delle Istituzioni democratiche. Questo schiaffo è una cosa grave. Brucerà per un bel pezzo sulla pelle dei reggiani di buona volontà”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet