Falso biologico, scovata maxi truffa alimentare


6 DIC. 2011 – Spacciare mele, carote, zucchine, ma anche grano, granoturco e colza come per biologici, anche se si trattava di prodotti da agricoltura convenzionale. Questa l’attività scoperta dalla Guardia di Finanza di Verona, che ha sequestrato più di 2500 tonnellate di merce contraffatta e arrestato sette persone per associazione per delinquere, frode e falso.Una maxi truffa iniziata quattro anni fa e che ha inquinato il mercato del biologico nazionale con prodotti pari a un valore di oltre 220 milioni di euro. Le fiamme gialle hanno messo le mani su un ‘meccanismo’ che ruotava attorno ad aziende a tutti gli effetti produttrici di prodotti biologici ma che, grazie alla compiacenza di funzionari e dipendenti di organismi deputati a certificare come biologica la produzione e la provenienza dei prodotti agricoli, non avevano remore a trasformare frumento, farine, frutta fresca e altro coltivati normalmente o destinati ad altro tipo di alimentazione in "autentico biologico". Il tutto, con guadagni che quadruplicavano. Più di 2500 tonnellate di merce sono syate sequestrate e in manette sono finite sette persone, tra cui un 45enne di Argenta, provincia di Ferrara, consulente di aziende agricole. Altre sei persone risultano indagate a piede libero e perquisizioni sono state fatte in queste ore in case e aziende in provincia di Verona, Padova, Rovigo, Bergamo, Bologna, Macerata e Foggia. Complessivamente, le indagini hanno riguardato una quarantina di imprese, tutte operanti nel settore della produzione e commercializzazione di cereali e frutta fresca. in Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Puglia e Sardegna.Il meccanismo della frode, particolarmente complesso, prevedeva di fatto acquisti di merce in Italia e in Romania – qui grazie a una società creata ad hoc -, la ‘trasformazione’ attraverso falsa documentazione in prodotto "biologico" e la vendita dello stesso, con relativo valore moltiplicato dalla ‘specificita”, oltre che in Italia, in Olanda, Germania, Spagna, Francia, Belgio, Ungheria, Austria e Svizzera. Da accertare se all’estero c’erano ‘complici’. I falsi prodotti biologici alla fine sono finiti a grossisti dell’industria agro-alimentare, ma sul piano della salute fortunatamente non sono stati trovati motivi per ipotizzare il danno alimentare. LEGGI ANCHE: "A RIMETTERCI E’ IL VERO BIOLOGICO"

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