Fallimenti, per l’ER sesto posto in classifica


18 LUG. 2012 – In Italia nei primi 6 mesi del 2012 hanno chiuso i battenti quasi 35 imprese ogni giorno, oltre 1000 al mese, per un totale di 6.321 fallimenti. Dopo i 3.212 casi rilevati nel primo trimestre, infatti, da aprile a giugno sono fallite altre 3.109 imprese. E dal primo gennaio 2009 alla rilevazione attuale sono complessivamente 39.159 le imprese che hanno portato i libri in Tribunale, con un trend di aumento costante. È quanto emerge dall’Analisi dei fallimenti in Italia, relativa al secondo trimestre 2012, realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information.
IMPRESE IN DIFFICOLTA’  Il numero di fallimenti registrato in Italia nel secondo trimestre 2012 appare in calo rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (-9% la variazione rispetto al secondo trimestre 2011), ma in crescita nel confronto con lo stesso periodo del 2010 (+4%) e soprattutto del 2009 (+30%). In effetti, nonostante alcune fluttuazioni congiuntuali, con riferimento al secondo trimestre di ogni anno si è passati dai 2.391 casi del 2009, ai 3.001 del 2010, ai 3.411 del 2011, fino ai 3.109 attuali.COSI’ LA CLASSIFICA DELLE REGIONI
  La distribuzione dei fallimenti lungo la penisola presenta situazioni molto differenti tra le diverse aree geografiche. La regione di gran lunga più colpita è la Lombardia, dove dall’inizio dell’anno in corso hanno  dichiarato fallimento 1.384 imprese, oltre un quinto di tutti i casi registrati in Italia nel primo semestre 2012.
Al secondo posto si colloca il Lazio, con 715 fallimenti, mentre chiude questo poco invidiabile podio il Veneto, con 505 casi. Seguono da vicino la Campania (491), Piemonte (480), Emilia Romagna (462) e Toscana (430). Più di 300 casi nei primi sei mesi dell’anno si contano poi in Puglia e Sicilia, oltre 200 nelle Marche.I SETTORI PIU’ COLPITI  
Quasi un quinto di tutti i fallimenti registrati in Italia nel primo semestre 2012 riguarda l’edilizia, che si conferma essere il settore in maggiore difficoltà con 1.345 casi, sommando i microsettori della "costruzione di edifici", degli "installatori" e dell’"edilizia specializzata". La situazione critica del settore edile trova conferma anche dai risultati dello Studio Pagamenti Cribis D&B che negli ultimi anni indica un peggioramento drastico nei tempi di pagamento ai fornitori in questo comparto.
Particolarmente colpito anche il commercio all’ingrosso (461 fallimenti nel microsettore del "commercio all’ingrosso dei beni durevoli", 411 nel "Commercio all’ingrosso di beni durevoli), al quale si aggiungono i 399  fallimenti nei "Servizi commerciali".
A fallire in Italia sono soprattutto società di capitali, con 4.839 casi nei primi sei mesi del 2012, il 77% del totale. Solo una minoranza invece sono società di persone (778 casi, pari al 12%) o ditte individuali (704 casi, pari all’11%).

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