Fairness opinion Intermonte boccia opa Lactalis


Una fairness opinion di Intermonte boccia l’Opa di Lactalis su Parmalat. Il prezzo di 2,8 euro offerto dai francesi “non è adeguato” scrive Intermonte, che valuta Parmalat tra i 3,02 e i 3,52 euro ad azione sulla base dei multipli di mercato e tra i 2,9 e i 3,58 euro in base ai flussi di cassa attualizzati. La fairness opinion, chiesta dai fondi Amber, Gamco e dai piccoli soci di Azione Parmalat, è stata messa a disposizione del Cda che però non l’ha considerata nel valutare la congruità del prezzo dell’opa.

 

Intermonte valuta di più Parmalat perché, a suo avviso, andrebbe misurata sulla base delle stime relative al 2018, quando saranno state digerite le acquisizioni dell’ultimo biennio, oggi non in grado di esprimere tutto il loro potenziale in termini di redditività. I risultati del 2016, spiega infatti Intermonte, risentono “dell’impatto finanziario” dello shopping ma non rispecchiano “i potenziali miglioramenti nei risultati operativi” delle società acquisite, “che potrebbero consentire al gruppo di raggiungere margini operativi in linea con i suoi livelli storici”. Pesa inoltre sui conti “la performance negativa del gruppo in certi mercati (come l’America Latina) principalmente dovuti alle attuali condizioni macroeconomiche di questi Paesi”. Si tratta di considerazioni non troppo dissimili da quelle della presidente di Parmalat, Gabriella Chersicla, che nell’assemblea dell’aprile 2016, in risposta alle critiche dei fondi sull’andamento dell’azione, aveva detto che “i corsi di borsa risentono del forte impegno finanziario (oltre 800 milioni in due anni, ndr) che il gruppo sta affrontando al fine di aggiornare l’assetto industriale”. “Anche per tale ragione – aveva detto – il Gruppo non è attualmente in grado di esprimere tutto il potenziale reddituale che tornerà ad esprimere pienamente una volta completato il piano di investimenti”. Intermonte, al pari di Lazard e Leonardo, non considera poi i potenziali effetti del contenzioso incrociato con Citigroup, che potrebbe valere fino a un euro per azione nello scenario migliore e costare fino a 0,5 euro ad azione in quello peggiore. E sottolinea, al pari di Lazard, come Lactalis non abbia previsto strumenti finanziari da assegnare agli aderenti all’opa per farli partecipare agli eventuali proventi delle cause.

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