Facchinaggio, Regione contro l’illegalità


Un elenco di merito degli operatori economici, una consulta regionale per la legalità e contrasto al caporalato. È quanto prevede il progetto di legge, presentato dall’assessore regionale Giancarlo Muzzarelli, approvato dalla giunta regionale nel settore dell’autotrasporto, facchinaggio e movimentazioni merci. Una discussione importante quella avviata dalla Regione, in un settore malato di illegalità o irregolarità e persino infiltrazioni della criminalità organizzata. Un comparto inquinato da quella cooperazione spuria, che poco ha a che fare con i valori cooperativi. Si pensi solo a Campogalliano, la cui presenza della dogana ha determinato un’alta concentrazione di aziende del settore, diventando però anche teatro di importanti vertenze. Come quella delle due coop spurie Gi Group e Fruit Logistics, improvvisamente scomparse lasciando oltre 100 lavoratori privi di lavoro. Solo la punta di un iceberg, che nasconde un universo fatto di contratti più volte definiti pirata, come il contratto Unci, di imprese scatole cinesi e molte coop che creano consorzi con sede legale fuori regione o al Sud. Sono migliaia i soci di facchinaggio iscritti nel modenese, il fenomeno riguarda un centinaio di coop spurie. Si parla di un settore fatto di lavoro sottopagato, totale flessibilità di orari, nessun dovere verso malattie, maternità e ferie, chiusura arbitraria di ogni contratto e committenze. E rischio di infiltrazione mafiosa. Ma oggi, dopo la scomparsa del contratto Unci, disconosciuto da tutte le centrali cooperative, con il decreto con cui il ministero dello sviluppo economico ne ha revocato il riconoscimento, arriva l’intervento della Regione per promuovere nel settore legalità e responsabilità sociale.

Felicia Buonomo

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