F1, respinto il ricorso Ferrari sul “budget cap”


PARIGI, 20 MAG. 2009 – Il Tribunale ordinario di Parigi ha respinto il ricorso della Ferrari relativo al cambiamento delle regole in F1 a partire dal prossimo anno. La scuderia di Maranello aveva chiesto inutilmente il blocco del nuovo regolamento varato dalla Fia, per evitare in particolare l’entrata in vigore nel 2010 di un tetto agli investimenti pari a 44 milioni di euro. La sentenza rafforza il muro contro muro tra il presidente federale Max Mosley e le Rosse, che potrebbe seriamente escludersi dal prossimo mondiale di Formula 1. I rappresentanti della casa automobilistica presenti a Parigi al Palazzo di giustizia non hanno per ora rilasciato alcun commento relativo alla comunicazione della sentenza.Ma lo scontro tra la Fia e i team ‘ribelli’ di F1, guidati dalla Ferrari, non si combatte solo a livello non solo legal-regolamentare ma è ormai diventata una vera e propria guerra di nervi, tra i team "ribelli" di F1, guidati dalla Ferrari e infuriati per la proposta di contenimento dei costi. Stamattina da Maranello, attraverso il sito ufficiale www.ferrari.com, è arrivata infatti una nuova "bordata" mediatica. Un "Indiscreto" ironizza sulla futura F1, che potrebbe essere meta di team sconosciuti o modesti. "Facevano fatica a credere ai loro occhi – recita l’Indiscreto – gli uomini e le donne della Ferrari stamattina quando hanno letto sui giornali i nomi delle squadre che hanno manifestato la loro intenzione di correre il prossimo anno in Formula 1. A scorrere l’elenco, trapelato ieri da Parigi, si fa fatica a trovare un nome degno di nota, uno di quelli per cui andare a spendere 400 Euro a testa per un biglietto in tribuna per un Gran Premio (più spese di viaggio e soggiorno…). Wirth Research, Lola, Usf1, Epsilon Euskadi, Rml, Formtech, Campos, iSport: queste sono le squadre che l’anno prossimo dovrebbero competere nella Formula 1 a due velocità voluta da Mosley". "Ma un campionato del mondo con queste squadre, con tutto il rispetto per loro – conclude Indiscreto – può avere lo stesso valore della Formula 1 di oggi, dove si affrontano la Ferrari, i grandi costruttori automobilistici e team che hanno fatto la storia di questo sport? Non sarebbe più adeguato chiamarla Formula GP3?". 

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet