F1, Piquet Jr “Mi ordinarono di andare contro il muro”


MONZA, 10 SET 2009 – Prende forma e sostanza l’ennesimo scandalo che sconquassa la Formula 1, e sono brutte notizie per il team Renault: Nelsinho Piquet avrebbe infatti confessato di aver ricevuto l’ordine di andare a sbattere contro il muro durante il GP di Singapore del 2008, per favorire il suo compagno di squadra Fernando Alonso, che poi vinse la gara. LA CONFESSIONE – A Parigi, davanti ai giudici della Federazione internazionale dell’automobile di place de la Concorde, Nelson Piquet Jr racconta in quattro pagine di verbale la sua verità su quanto è accaduto a Singapore, il 28 settembre 2008, nella prima gara in notturna della storia della Formula 1: "mi hanno ordinato di andare a sbattere per favorire la vittoria della scuderia con Alonso". "VOLEVO IL RINNOVO DEL CONTRATTO" – Il verbale dell’interrogatorio è stato pubblicato integralmente oggi dal sito britannico F1SA ed è stato ripreso subito dai siti brasiliani e dai giornali di tutto il mondo. "Ero in uno stato d’animo molto vulnerabile, stavamo trattando il rinnovo del contratto nei giorni in cui si correva" racconta Piquet nel documento. "La proposta di provocare un incidente deliberatamente mi è stata fatta poco prima della gara – spiega il brasiliano -, quando sono stato avvicinato da Briatore e Symonds (rispettivamente team principal e capo degli ingegneri, ndr). Quest’ultimo, alla presenza di Briatore, mi ha chiesto se ero disposto ‘a sacrificare la mia gara per la scuderia, costringendo la Safety Car ad entrare in pista’. Piquet sottolinea il motivo per cui ha accettato di provocare l’incidente, affermando: "Quando me lo hanno chiesto, ho pensato che ciò mi avrebbe aiutato nell’ambito del rinnovo del contratto (é stato sostituito dopo la gara di Budapest a fine luglio, ndr)". "Dopo il colloquio – continua il pilota – Symonds mi ha chiamato in un angolo e mi ha mostrato una mappa, appunto la curva esatta dove io avrei dovuto uscire di pista. E mi ha anche indicato il giro in cui avrei dovuto farlo, affinché il mio compagno di squadra Fernando Alonso potesse rifornirsi ai box, dopo l’entrata della Safety Car, cosa che ha fatto al 12/o giro". ALONSO ALL’OSCURO DI TUTTO – Alonso, che secondo la ricostruzione della rivista specializzata inglese Autosport era all’oscuro di tutto, è incredulo alle parole di Piquet. "Sono sorpreso, molto sorpreso" ha ripetuto. "Non riesco ad immaginare questa situazione – ha detto l’asturiano – Sono sorpreso e non voglio perdere altro tempo su questo argomento. Penso alla prossima gara". La vicenda non muta i suoi rapporti all’interno del team, ed in particolare con Briatore: "E’ sempre stato un capo corretto con me. E’ il capo ed è un amico. Penso sia una bravissima persona, può contare sul mio appoggio". LA RENAULT SPORGE DENUNCIA – La Renault ha risposto alle accuse presentando una denuncia al Tribunale di Parigi per tentata estorsione contro Nelson Piquet Junior e contro suo padre Nelson Piquet Senior. MOSLEY: "RENAULT INNOCENTE FINO A PROVA CONTRARIA" – Il presidente della Federazione Internazionale dell’Automobilismo (Fia) Max Mosley considera la Renault innocente fino a prova contraria. "Dobbiamo ancora ricevere la difesa della Renault – ha detto Mosley avvicinato dai cronisti nel paddock dell’autodromo di Monza – non possiamo dire nulla fino al 21 settembre (giorno previsto per la riunione del Consiglio Mondiale Fia, ndr). Dobbiamo sentire entrambe le parti in causa. Dobbiamo vedere come stanno le cose e agire in maniera appropriata".BARRICHELLO: "VIA DA QUI" – Durissimo il pilota della Brawn GP Rubens Barrichello. "Se ha fatto questo, non merita di stare nel mondo dello sport" ha commentato ai microfoni di Tv Sport e Globo. "Nelsinho è sempre stato una persona che ha avuto rispetto per me – ha detto l’ex ferrarista arrivato sul circuito di Monza vestito con la maglia del Corinthians, sua squadra del cuore – nonostante i problemi che ho avuto con suo padre. Anche io avevo rispetto per lui, ma se ha fatto questo non merita più di stare qui".

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