F1 Mondiale. Ferrari: “No a una iscrizione d’ufficio”


LONDRA, 11 GIU. 2009 – Nessuna fumata bianca, il braccio di ferro tra i grandi team della formula 1 e la Fia continua. La riunione fiume della Fota a Londra non ha portato alla sperata soluzione della guerra che rischia di vedere il prossimo mondiale delle monoposto senza le scuderie principali: i rappresentanti degli otto team ribelli che minacciano il divorzio dal Circus di fatto continuano sulla linea dura e aspettano ora la prossima mossa di Max Mosley, l’irremovibile capo della federazione che pure due giorni aveva cercato di aprire uno spiraglio inviando una lettera aperta ai team Fota invitandoli ad iscriversi al mondiale "senza porre condizioni", promettendo loro di discutere assieme, ma in un secondo momento, il regolamento 2010. Una proposta che però, anche dopo il lungo meeting londinese (svoltosi ieri dalle 13,30 a sera inoltrata nell’hotel Sofitel di Heathrow) le scuderie sembrano aver respinto al mittente.No a iscrizione d’ufficio – Lo si evince chiaramente dalle parole del team principal della Ferrari, Stefano Domenicali, che ha preferito non parlare al termine della riunione, salvo poi comunicare la posizione del team più tardi: la Fia non può iscrivere d’ufficio le squadre, l’iscrizione non sarebbe valida. Fra le tante voci che si rincorrono c’è anche quella che vorrebbe Mosley intenzionato a includere la Ferrari d’ufficio nella lista delle scuderie che parteciperanno al mondiale. "La posizione della Ferrari – ha detto Domenicali – non è cambiata. Abbiamo presentato il 29 maggio un’iscrizione condizionata con le altre squadre che fanno parte della Fota. Insieme a questa iscrizione, abbiamo sottoposto alla Fia un pacchetto di proposte che permette, fra l’altro, un’importante riduzione dei costi. Come sempre, faremo di tutto per trovare una soluzione accettabile per tutte le parti coinvolte. Se questo non fosse possibile, la Fia non potrà includere la Ferrari nella lista dei team iscritti al campionato del 2010".Presto il verdetto – Insomma, nessun passo avanti, nonostante la Fia avesse colto qualche dettaglio "non negativo" nel documento che i singoli team ribelli avevano mandato in risposta alla lettera di Mosley. La riunione si è svolta a ritmi serrati: qualche breve chiacchiera, frenetiche telefonate internazionali per aggiornare le rispettive case madri e un lunch frugale le uniche interruzioni. A Londra, oltre a Domenicali, era presente anche Flavio Briatore per la Renault. Venerdì la Fia dovrà annunciare il nome delle tredici scuderie che prenderanno parte al prossimo campionato, ma l’iscrizione dei team della Fota resta vincolato a due condizioni: l’eliminazione del budget cap di 44 milioni di euro e la firma su un nuovo patto della concordia per inaugurare una nuova governance tra Fia, Fota e Bernie Ecclestone in qualità di detentore dei diritti commerciali del circus automobilistico.Ecclestone chiede i danni – E proprio il patron del mondiale ha alzato la voce nella querelle: in un’intervista al Daily Express Ecclestone ha minacciato i team della Fota di adire le vie legali qualora decideranno di abbandonare il mondiale per costruire un proprio campionato. Una minaccia non inedita, e funzionale alla linea dura scelta da Mosley, che da domani si ritrova di nuovo a dover scegliere tra lo scontro senza ritorno con i team o il compromesso. Già entro la fine della settimana, venerdì per la precisione, se ne saprà di più. Il finale è ancora tutto da scrivere.

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