F1. La resa di Massa: “Il mondiale non è per noi”


MONTMELO’ (BARCELLONA), 11 MAG – La resa nella corsa al Mondiale ha il sorriso sconsolato di Felipe Massa. I primi tre punti della stagione paradossalmente gli tolgono anche l’ultima speranza per il Mondiale, ma diventare presto papà compenserà eccome l’amarezza per un’altra annata senza gloria: dalla Spagna la Ferrari torna rinata a metà, con il rammarico di avere finalmente la macchina, ma aver dimenticato come è una squadra. Il campionato della Rossa riparte e forse finisce proprio qui, su quel circuito catalano che fino allo scorso anno aveva regalato spesso gioie: sesto posto per Felipe Massa, ritirato Kimi Raikkonen. Un verdetto amaro sul piano della classifica, perché la F60 era riuscita a colmare il gap con le nuove grandi, eccetto la Brawn che resta di un altro pianeta: ma la saga degli errori del team si allunga, si scrive l’ennesima pagina anche nella tappa catalana e il Cavallino deve ammettere che quest’anno la corsa iridata è affaire per altri."Non mi piace parlare di sfortuna – dice il pilota di Rio, confermando l’indiscrezione che sua moglie Rafaela è in attesa del primo figlio – con la macchina buona alla fine riesce tutto. Oggi eravamo competitivi e io ho lottato fino alla fine: il problema del carburante non so se è stato tecnico o umano, ma c’è stato. Ma bisogna essere realistici, il mondiale è andato: dopo cinque gran premi abbiamo troppi pochi punti". Sul podio virtuale per cinquanta giri, Massa si è dovuto arrendere nel finale: stavolta il guaio è stato per il carburante, caricato non a sufficienza (problema di reflusso o serbatoio) che ha costretto il brasiliano a chiudere la corsa in difesa, risparmiando la benzina per evitare il terzo pit stop. Prima, complici i giri lentissimi una volta montate le gomme dure, gli era sfilata avanti la Red Bull di Mark Webber (che diventava terzo), poi ancora quella di Sebastian Vettel, e all’ultimo giro pure la Renault di Fernando Alonso. "Non so se eravamo da podio – ammette il brasiliano – però ho lottato tutta la gara, potendo contare su una macchina finalmente veloce, come la Red Bull, forse solo un pelo dietro la Brawn".A guardare la classifica, con i ferraristi appaiati a tre punti, il morale resta basso. "La macchina era decisamente più veloce, peccato – ammette Raikkonen, che dopo aver recuperato diverse posizioni fino alla decima ha sentito piano piano la macchina languire tra le mani – Purtroppo è un periodo un po’ così, se devi recuperare uno svantaggio c’è il rischio di fare qualche errore. Perso l’abitudine a vincere? No, gli uomini sono sempre gli stessi, ci sono anni così".La linea tracciata a Barcellona non piace affatto a Stefano Domenicali: l’uomo della gestione sportiva delle Rosse nell’era post-Jean Todt non fa nulla per nascondere l’amarezza mista a rabbia. "Serve una reazione, una svegliata – va giù duro Domenicali – La macchina ora tiene il passo della Red Bull, lo sviluppo della performance è evidente, ma i problemi di affidabilità sono troppi: bisogna responsabilizzare tutti sul piano dei controlli e della metodologia, perché continuiamo a non essere all’altezza della situazione. Il progresso è evidente, ma ora la priorità è mettere in fila i problemi, serrare le fila, con una presa di coscienza di tutti, perché cosÏ non va". Montecarlo tra due settimane non offre, sulla carta il tracciato giusto, per il riscatto vero: le Rosse nel Principato non hanno avuto fortuna nelle ultime stagioni. "Visto come va, magari andiamo bene proprio lì", strappa un sorriso Domenicali. Da Barcellona la Ferrari va via con la consapevolezza che anche quest’anno il mondiale non potrà tingersi di rosso.

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