F1: la Ferrari F60 “tiene” e fa ben sperare


SILVERSTONE (GB), 22 GIU 2009 – E adesso sotto con lo sviluppo della F60. I risultati del Gp di Gran Bretagna hanno restituito fiducia, in casa Ferrari, sulle possibilità di crescita della Rossa. "Tutta la macchina andava bene", afferma il responsabile della gestione sportiva di Maranello, Stefano Domenicali. "Abbiamo dimostrato di poter tenere il passo di tutti gli altri – sottolinea – anche di chi, a Istanbul, ci era nettamente superiore". Per restare incollati agli avversari anche nel prossimo Gp – il 12 luglio sulla pista del Nurburing, in Germania – i tecnici del Cavallino si metteranno subito al lavoro."Sarà molto interessante capire – spiega Domenicali – come mai la prestazione della macchina sia migliorata per continuare su questa strada". Sabato sera, dopo le disastrose qualifiche di Silverstone, sembrava quasi che il destino della Rossa fosse già segnato. "In effetti – ammette il dg della Rossa – si poteva anche pensare di partire subito con la macchina del prossimo anno, ma dopo la prestazione della Gran Bretagna tutto è diverso. Dobbiamo analizzare bene i dati della telemetria, lavorare e riflettere". Lo sviluppo della vettura proseguirà quindi come da programma. Almeno fino alla gara di Budapest, a fine luglio, quando al termine della stagione mancheranno soltanto sette gare e si potrà stilare un bilancio meno provvisorio. Anche per il kers, il discusso sistema di recupero dell’energia cinetica derivante dai freni delle vetture che ormai la Ferrari è l’unica a montare ancora.Tutte le altre vetture che lo avevano in dotazione, dopo varie difficoltà, hanno preferito abbandonarlo. L’ultima è stata la Bmw. "L’investimento per il Kers – conferma Domenicali – non ha portato nulla dal punto di vista sportivo. Ma la nostra vettura è pensata attorno a questo dispositivo, toglierlo comporterebbe un peggioramento delle prestazioni". Tanto più che ieri, su una pista veloce come quella di Silverstone, è stato molto utile. "In effetti – rivela Raikkonen – mi ha aiutato nell’ottima partenza e anche a mantenere la posizione, quando gli avversari cercavano di superarmi". Merito anche della temperatura della pista, di gran lunga inferiore a quella di Istanbul, che ha consentito alla F60 di mantenere una buona aderenza. Un aspetto, anche questo, su cui i tecnici dovranno lavorare parecchio per evitare che la vettura si sciolga sotto il caldo estivo dei prossimi Gp. "C’é tanto da lavorare, per essere competitivi ai massimi livelli", conferma il team manager della scuderia, Chris Dyer. "In Gran Bretagna – prosegue – le cose sono andate decisamente meglio di quanto pensavamo dopo le qualifiche, ma non bisogna mollare".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet