F1, Jean Todt è il nuovo presidente della Fia


PARIGI, 23 OTT. 2009 – I pronostici sono stati rispettati, e da questa mattina Jean Todt il nuovo presidente della Federazione internazionale dell’automobile. Sessantatre anni, ex responsabile sportivo della Ferrari in Formula 1 e della Peugeot nel settore rally, Todt prende il posto di Max Mosley. Lo ha eletto la stragrande maggioranza dell’Assemblea generale della Fia, riunita oggi all’hotel Westin di Parigi. Il manager francese ha ricevuto 135 voti, mentre lo sfidante Ari Vatanen, ex campione di rally finlandese, ne ha ottenuti 49. In 12 si sono invece astenuti o hanno espresso un voto non valido. "La vita è fatta di capitoli" aveva detto Jean Todt nel marzo 2008, lasciando il posto di amministratore delegato della Ferrari. Oggi, infatti, ne comincia uno tutto nuovo, l’ennesimo di una carriera intessuta di successi. Esordì come pilota e poi copilota nei rally con la squadra Peugeot-Talbot prima di ritirarsi nell’81 ed essere assegnato a ruoli direttivi dalla stessa Peugeot, per preparare il modello 205 Turbo 16 per il Mondiale Rally del 1984, che riuscì a vincere il campionato nel 1985 e nel 1986; sotto la sua gestione le vittorie per Peugeot si allargarono a diverse serie, ai rally africani come la Parigi-Dakar (quattro volte) e la 24 ore di Le Mans (due). Ma nonostante i risultati e l’insistenza di Todt, Peugeot preferì non entrare in Formula 1 e così nel 1993 il francese accettò il ruolo di direttore alla Scuderia Ferrari.Con lui a Maranello, hanno vestito in rosso fuoriclasse come Michael Schumacher, Ross Brawn e Rory Byrne. E con questo gruppo la Ferrari si trasformò nella squadra divora-mondiali. Tredici titoli: sei piloti – cinque con Schumacher e uno con Raikkonen – e sette costruttori, 98 gran premi vinti. Poi, nel gennaio dell’anno scorso aveva smesso i panni di responsabile della gestione sportiva Ferrari, per lasciare il posto a Stefano Domenicali. Anche se il cordone ombelicale è stato tagliato definitivamente solo il 17 marzo 2009, quando ha lasciato anche il consiglio di amministrazione. Stazza e accento da novello Bonaparte (anche se la somiglianza più gettonata è quella con l’attore Alvaro Vitali), Todt è uomo dalla ferrea determinazione. Quando si è trovato a lavorare in una squadra ha dimostrato di avere tratti e modi bruschi, fino a rischiare di apparire sprezzante, ma anche pignolo all’inverosimile, concentratissimo e capace di scegliere le persone e di motivarle. Dopo l’addio al paddock aveva assicurato di non puntare alla presidenza Fia per dedicare più tempo alla famiglia, vale a dire alla sua compagna Michelle Yeoh, l’attrice più bella e famosa di Malesia, e al figlio Nicolas, direttore della squadra ART Grand Prix nella serie GP2 e manager del ferrarista Felipe Massa. Ma il richiamo del posto lasciato da Max Mosley è stato irresistibile.La Fota, l’associazione dei team di F1, in una nota si è congratulata con Jean Todt per l’elezione alla presidenza della Fia e gli ha dato il benvenuto. Il presidente Fota e Ferrari Luca di Montezemolo ha detto di "fare i migliori auguri a Todt per il suo nuovo ruolo, avendone sempre apprezzato la capacità, l’impegno e la dedizione. Sono sicuro che, sotto la sua guida, la Fia sarà ringiovanita e ritroverà un clima aperto al dialogo e a una collaborazione costruttiva coi team e la Fota, assicurando così stabilità di regolamenti e l’intero ambiente". "La Formula 1 – ha aggiunto – sta per entrare in una nuova fase. I protagonisti tutti devono lavorare insieme con sguardo al futuro, per aumentare la credibilità e l’interesse generati da questo sport, affrontando le sfide tecnologiche e ambientali che ha di fronte, mantenendo immutate quelle caratteristiche che ne hanno fatto una delle discipline sportive più popolare sulla scena mondiale". Il vice presidente Fota e presidente Toyota, John Howett, ha aggiunto: "Estendo i miei auguri a Todt mentre assume questo impegnativo ma cruciale ruolo. Sono convinto che la sua presidenza rappresenta un’opportunità per tutti i portatori di interessi in F1, per unirli sotto la sua leadership e lavorare insieme per rafforzare il nostro sport. Fota non vede l’ora di sostenerlo ad aumentare il fascino di questo sport tra gli appassionati e tra gli sponsor, rispettando la grande eredità della F1 alla quale lui stesso ha contribuito enormemente".

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