F1: Alonso 3°, ma in Canada è festa McLaren


MONTREAL (CANADA), 13 GIU. 2010 – Doppietta McLaren in Canada, ma la Ferrari c’é. Lewis Hamilton davanti a Jenson Button ha vinto il gp di Montreal, ma Fernando Alonso è stato capace di conquistare un ottimo terzo posto che può rilanciare la speranze Ferrari per il resto della stagione. Un podio che poteva anche tramutarsi in vittoria se il traffico non avesse ostacolato lo spagnolo nei momenti chiave della gara. Questo il verdetto di una gara tiratissima, che ha visto Massa con l’altra Ferrari terminare solo in quindicesima posizione, e Michael Schumacher, undicesimo, essere doppiato e subire all’ultimo giro un doppio sorpasso che lo ha lasciato fuori dai punti. Sulla stretta, velocissima e durissima pista di Montreal, il gran premio si annuncia spettacolare fin dalla partenza. Con una griglia rivoluzionata dalla retrocessione di Mark Webber dalla prima alla quarta fila per aver sostituito il cambio della sua Red Bull, Alonso scatta dalla parte buona della pista e riesce in partenza a mantenere la sua Ferrari in terza posizione dietro alla McLaren di Hamilton, primo, e alla Red Bull di Vettel, secondo. Massa invece, scattato dalla terza fila, rimane preso in mezzo al gruppo e ha un contatto con la Force India di Vitantonio Liuzzi. Niente di grave ma entrambi sono costretti a rientrare ai box, rispettivamente in penultima e ultima posizione e fin dal primo giro comincia per loro una gara tutta in salita, con alla fine un triste quindicesimo posto per Massa, colpevole di un contatto con Schumacher a pochi giri dalla fine che lo ha costretto fuori dai punti. Doveva essere il gran premio delle Red Bull, non è stato così. Partite con gomme dure, le monoposto di Vettel e Webber sono riuscite a gestire bene i cordoli e i rettilinei del circuito dell’Ile di Notre Dame solo per mezza gara. Sia le McLaren di Hamilton e Button, sia la Ferrari di Alonso hanno dimostrato di poter ormai competere alla pari. All’ottavo giro il primo colpo di scena: Hamilton (primo) e Alonso (terzo) rientrano contemporaneamente ai box, ma i meccanici della Ferrari sono più veloci di quelli della McLaren, consentendo alla spagnolo di ripartire una frazione di secondo prima dell’avversario. Le due monoposto si affiancano sulla corsia box, si sfiorano, è Hamilton a cedere, Alonso per qualche giro si ritrova in testa. Dura poco, perché le McLaren hanno qualcosa in più e lo spagnolo è costretto a cedere il passo. Ma resiste su tutti gli altri. I pneumatici della Red Bull di Webber, che ha scelto di puntare tutto sulle gomme dure, dal quarantacinquesimo giro smettono di aderire alla pista, l’australiano comincia a perdere decimi preziosi, Hamilton e Alonso ne approfittano: partiti con come gomme morbide, hanno scelto di montare gomme dure al loro secondo pit stop, e la strategia funziona alla grande. Solo Button riesce a tenere il ritmo, mentre Webber al cinquantesimo giro è costretto a cedere definitivamente la testa, montare gomme morbide per l’ultima parte di gara e rientrare dopo il pit stop in quinta posizione, che sarà il suo piazzamento finale. La vittoria se la giocano sul filo dei millesimi e della tenuta delle rispettive gomme Alonso, Button e Hamilton. Al cinquantaseiesimo giro Button trova il guizzo vincente per superare la Ferrari ostacolata da un doppiato e portarsi in seconda posizione, e Hamilton ne approfitta per allungare su tutti. Queste posizioni non cambieranno più fino alla fine. Hamilton, con 109 punti, si porta in testa al Mondiale davanti a Button con 106 e a Webber con 103. Alonso insegue in quarta posizione a 94 punti, davanti a Vettel con 90. Chi esce sconfitto, molto sconfitto, è Michael Schumacher, undicesimo, doppiato dai primi sette arrivati, e superato all’ultimo giro anche da Liuzzi e Sutil.

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