Export reggiano in crescita, bene l’Europa


Le vendite oltre frontiera della provincia di Reggio Emilia continuano a trainare la crescita dell’economia provinciale. La conferma viene dai dati relativi al primo semestre 2016, diffusi dalla Camera di Commercio proprio nel giorno in cui nella sede dell’Ente si concludono i preparativi di una nuova iniziativa a sostegno degli scambi con l’estero, con una giornata di approfondimento sui mercati dell’Area Scandinava in programma giovedì 15 settembre.
Il bilancio del periodo gennaio-giugno, intanto, ha visto salire il valore delle esportazioni reggiane oltre i 4,8 miliardi di euro, con un incremento del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Con questo tasso di crescita, la nostra provincia si distacca nettamente dal saldo zero dell’export nazionale, supera di oltre un punto la crescita regionale (che segna un +1,6%) e conferma la sua indiscussa leadership a livello emiliano-romagnolo per l’incidenza delle esportazioni (pari al 59,6%) sul valore aggiunto generato dal tessuto produttivo locale.
A fronte di un incremento delle vendite all’estero di prodotti “made in Reggio Emilia” – prosegue l’analisi dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio sui dati Istat – le importazioni registrano un calo di quasi 97 milioni, pari ad una flessione del 4,9%. L’Europa continua a rappresentare il mercato fondamentale dell’export reggiano. Quasi tre quarti delle vendite oltre confine sono destinate al mercato europeo, e da gennaio a giugno 2016 le vendite verso il Vecchio continente hanno raggiunto i 3,5 miliardi di euro, il 3,5% in più rispetto all’analogo periodo dell’anno passato. Hanno evidenziato andamenti in crescita tutti i principali acquirenti di prodotti reggiani appartenenti all’Area euro, in primo luogo la Germania che, con un incremento del +3,4% ed un valore di esportato pari a 669 milioni, continua a rappresentare il nostro primo mercato di sbocco. In aumento dell’11,3% le vendite in Spagna (290 milioni), del 9% i Paesi Bassi (157,3 milioni), del 5,7% l’Austria (115 milioni). La Francia, che con 627,6 milioni si colloca al secondo posto fra i mercati di destinazione di merci reggiane, registra un +0,8%.
Uscendo dall’eurozona, risultano invece in lieve flessione pari all’1,5% le esportazioni verso il Regno Unito, che scendono da 342 a 337 milioni. Al di fuori dei mercati dell’Unione europea continua la crescita, già osservata nel primo trimestre dell’anno in corso, delle vendite destinate alla Russia, che in sei mesi hanno raggiunto i 105,3 milioni (+3,2% rispetto al primo semestre del 2015). Prosegue invece la diminuzione delle esportazioni reggiane verso la Turchia, che scendono da 87,9 a 82,2 milioni (-6,4%). Cresce del 2,2% e raggiunge i 557 milioni di euro l’export della provincia di Reggio Emilia verso il continente asiatico. L’incremento è trainato dall’andamento delle vendite in Cina, che con 117 milioni in valore e un + 7,8% continua la scalata nella graduatoria fra i maggiori acquirenti di prodotti reggiani, salendo sull’ottavo gradino. In aumento anche le vendite verso il Giappone (+6,7%), Hong Kong (+13,2%) e l’India (+7,4%). Fra i paesi asiatici (che insieme a Germania, Russia, Austria, Usa e Paesi Bassi sono stati oggetto del maggior numero di incoming promossi dalla Camera di Commercio) spicca poi la forte crescita della Corea del Sud, che con un incremento del 14,4% e con un valore di 34,1 milioni si colloca al sesto posto, dopo l’India, fra i principali mercati di sbocco del continente asiatico. Il mercato americano pur continuando a rappresentare – con 546 milioni di euro – un’importante area di destinazione di merci “made in Reggio Emilia” registra, nel primo semestre del 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, una flessione dell’1,5%. Il calo nelle vendite di prodotti locali verso l’America è da imputare principalmente alla diminuzione di esportazioni verso il Brasile (-29,9%) e verso il Canada (-9,5%). Per contro, sono in crescita sia gli Stati Uniti (+3,9%) che il Messico (+2,7%), i due maggiori mercati americani di sbocco per i prodotti reggiani. In particolare gli Stati Uniti, con un incremento dell’8,8% ed un valore che ha raggiunto i 360,3 milioni, continuano a posizionarsi saldamente al terzo posto fra i principali acquirenti. La maggior parte dei settori leader dell’economia reggiana hanno contribuito a determinare la buona performance delle vendite oltre frontiera del primo semestre del 2016. Il metalmeccanico, che da solo rappresenta la metà delle esportazioni provinciali, ha raggiunto i 2,4 miliardi, con un incremento dello 2,6%; il tessile-abbigliamento è passato dai 745,5 milioni del gennaio-giugno 2015 ai 783,8 dello stesso periodo di quest’anno, con un aumento del 5,1%; il ceramico ha raggiunto i 578,6 milioni di euro ed è cresciuto del 9,5%. In aumento anche le esportazioni del settore elettrico-elettronico, che è cresciuto del 2,3% raggiungendo i 419,3 milioni di euro, e della gomma-plastica che con un +3,8% è passato da 66,6 a 69,2 milioni. Molto forte, infine, l’aumento delle esportazioni di prodotti lattiero-caseari (Parmigiano Reggiano in testa), che con un +14,3% hanno raggiunto i 126 milioni di euro, affiancate dalle esportazioni di bevande (vino in primis), che sono salite da 33,7 a 36,2 milioni, facendo segnare un +7,3%.
Andamenti molto positivi, dunque, per due produzioni di punta dell’economia agricola reggiana, che non sono però bastate a compensare il calo di altri comparti, tanto che il settore alimentari-bevande è sceso, nel suo complesso, da 305 a 286 milioni, con un -6,2%.

 

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