Export, nella fine del 2008 hanno retto i distretti dell’Emilia-Romagna


BOLOGNA, 5 MAG. 2009 – I distretti dell’Emilia-Romagna vanno meglio di quelli del resto di Italia. Hanno chiuso il 4/o trimestre del 2008 con un lieve calo dell’export dello 0,7%. Il complesso dei distretti industriali italiani, infatti, nell’ultimo trimestre dello scorso anno ha subito un calo più pronunciato e pari al 6,4%. L’analisi è contenuta nel consueto report elaborato dal Servizio Studi e ricerche del Gruppo Sanpaolo Intesa. Sul dato italiano hanno continuato a pesare le difficoltà incontrate da alcune regioni, come, ad esempio, la Basilicata, le Marche, il Friuli Venezia Giulia, la Puglia e il Piemonte. Anche nelle restanti regioni, tuttavia, si è verificato un sensibile peggioramento. I distretti lombardi, ad esempio, nell’ultimo quarto del 2008 hanno registrato un calo dell’export pari al 6,8%. Solo i distretti campani (+5,4%) e veneti (+1,5%) hanno fatto meglio di quelli dell’Emilia Romagna. La differenziazione dei risultati è alta anche nei distretti dell’Emilia Romagna: nell’ultimo trimestre del 2008, infatti, sei distretti su un totale di quattordici hanno registrato un aumento delle esportazioni. Tra i distretti in crescita spiccano, in particolare, la maglieria e l’abbigliamento di Carpi, le macchine utensili di Piacenza, le macchine per l’imballaggio di Bologna e le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia. Ha tenuto bene anche il calzaturiero di San Mauro Pascoli. E’ invece rimasto in territorio negativo l’importante distretto delle piastrelle di Sassuolo (pesa per il 30% del totale), che nel periodo ottobre-dicembre è riuscito a limitare il calo dei valori esportati al 5,4%, nonostante il crollo patito sui mercati anglosassoni (Stati Uniti e Regno Unito) e in Spagna (che sono le economie più colpite dalla crisi del settore immobiliare).Tra i distretti con i cali di export più pronunciati nell’ultimo quarto del 2008 si segnalano, infine, l’alimentare di Parma e le macchine per il legno di Rimini. Dopo un ottimo 2007 ha chiuso in rosso anche la Food Machinery di Parma. Le prime indicazioni disponibili a livello aggregato per il 2009 confermano le difficoltà emerse sul finire del 2008. Tenendo conto dell’intensità della crisi economica è verosimile attendersi un primo trimestre 2009 in peggioramento. Tuttavia il buon posizionamento competitivo (in termini di qualità e differenziazione della produzione, ma anche nella fase distributiva e commerciale) dei distretti dell’Emilia-Romagna garantirà loro una maggiore capacità di tenuta rispetto alla media dei distretti industriali italiani.

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