Export, l’Emilia Romagna punta sui Bricst


BOLOGNA, 27 DIC. 2012 – Prima erano i Bric: Brasile, Russia, India e Cina. Ma ora, che si sono aggiunte Sudafrica e Turchia, l’acronimo per indicare i mercati in forte espansione, nuovi protagonisti della scena mondiale, è Bricst. E Bricst Plus è il anche nome del programma strategico unitario dell’Emilia Romagna per l’export e l’internazionalizzazione. Oltre 30 milioni di euro stanziati dalla Giunta regionale per il triennio 2013-2015, con lo scopo di promuovere percorsi strutturati di sistema su queste sei importanti piazze, ma anche negli scenari tradizionali di Europa e Nord America e in quelli nuovissimi di Vietnam, Indonesia e Messico. Per stare al passo con una dimensione internazionale in rapido cambiamento. Nel giro di dieci anni, dal 2001 al 2011, l’export verso i paesi Bricst è passato dal 5,6 al 12,6 per cento e i cosiddetti nuovi mercati sfiorano ormai, nel loro insieme, il 40 per cento. Dati che l’Emilia Romagna non può non considerare, visto che la domanda estera rappresenta il principale traino della produzione regionale, soprattutto nella filiera della meccanica e automotive, in quelle della moda, della ceramica e anche del food. Ragion per cui ulteriori 8 milioni di euro sono stati destinati alla promozione dell’agroalimentare. E un valore aggiunto per Bricst Plus è senza dubbio il fatto che l’Emilia Romagna ha deciso di presentarsi unita al mondo. Il programma vedrà infatti la partecipazione coesa di Regione, enti locali, sistema camerale, associazioni imprenditoriali, università e sistema bancario.

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