Export, Emilia Romagna terza


La competitività delle imprese passa sempre più dall’export. E’ quanto confermano i dati Istat sulle esportazioni delle regioni italiane, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. Nel quarto trimestre 2014, le esportazioni emiliano-romagnole, pari in valore a 13.454 milioni di euro, hanno fatto segnare un buon incremento (+4,4 per cento) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Buono, ma inferiore, l’incremento delle vendite all’estero nazionali (+3,6 per cento). La crescita è stata trainata dal notevole successo sul mercato statunitense e dall’ottimo andamento sui mercati asiatici. Nell’intero anno 2014, le esportazioni regionali sono salite a 52.966 milioni di euro, con un aumento del 4,3 per cento. Quelle italiane hanno avuto un incremento più contenuto (+2,0 per cento). Anche in questo caso, il risultato è stato determinato dai successi sui mercati europei, oltre che da un contributo sostanziale giunto dagli Stati Uniti e dai mercati asiatici. Sempre nel complesso del 2014, l’Emilia-Romagna risulta la terza regione per quota dell’export nazionale (13,3 per cento), preceduta dalla Lombardia (27,5 per cento) e dal Veneto (13,6 per cento) e seguita dal Piemonte (10,7 per cento). Tra queste, l’Emilia-Romagna cresce di più, staccando il Piemonte (+3,3 per cento), il Veneto (+2,7 per cento) e la Lombardia (+1,4 per cento). Nell’ultimo trimestre del 2014, sono in forte crescita i mezzi di trasporto (+12,7 per cento) e tirano le apparecchiature (+7,4 per cento) e l’insieme di chimica, farmaceutica, plastica e gomma (+7,0 per cento). Al contrario, l’industria della metallurgia e delle lavorazioni metalliche subisce una lieve contrazione (-1,3 per cento).

Nel complesso del 2014, tra i settori principali, sono in forte crescita i mezzi di trasporto (+10,1 per cento) e le apparecchiature elettriche, elettroniche, ottiche e di misura (+9,6 per cento). Al contrario l’export della metallurgia e dell’alimentare è rimasto invariato, mentre quello agricolo ha accusato una leggera flessione (-1,2 per cento). Questi ultimi settori hanno anche risentito degli effetti dalle restrizioni commerciali russe connesse alla crisi in Ucraina. Nel quarto trimestre la crescita è stata trainata dai mercati dell’America (+9,0 per cento) e dell’Asia (+11,4 per cento). Sui primi è stato determinante il successo negli Stati Uniti (+16,6 per cento) a fronte della caduta in Brasile (-7,4 per cento). Nei secondi la crescita delle esportazioni verso l’India (+36,0 per cento) è andata ben oltre l’ottimo +13,9 ottenuto verso la Cina. Nell’Unione europea (+3,6 per cento), la crescita delle vendite è stata forte nel Regno Unito (+15,7 per cento) e in Spagna (+13,4 per cento), limitata in Germania (+2,9 per cento) e negativa in Francia (-3,1 per cento). Al di fuori dell’Unione si segnala il crollo dell’export verso la Russia (-24,4 per cento). Per l’intero anno 2014, il risultato positivo è stato ottenuto grazie all’accelerazione sui mercati dell’Unione europea (+6,4 per cento), al successo su quello statunitense (+11,8 per cento) e al buon andamento sui mercati asiatici (+6,2 per cento). All’interno dell’Unione, si sente la ripresa spagnola (+13,2 per cento) e tira il mercato polacco (+10,2 per cento), ma soprattutto cresce il dominante sbocco tedesco (+7,8 per cento). Il buon risultato sui mercati americani (+5,1 per cento) deriva dalla potente ripresa statunitense, mentre l’export verso il Brasile perde il 5,8 per cento. In Asia si segnalano l’aumento delle vendite in India (+5,2 per cento), ma soprattutto il +11,2 per cento ottenuto sul mercato cinese.

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