Export, bene 13 distrettiindustriali su 19


BOLOGNA, 4 FEB. 2013 – Esportazioni in crescita del 6,3 per cento nel terzo trimestre 2012 per i distretti industriali dell’Emilia Romagna. Un aumento oltre quattro volte superiore alla media nazionale, che si ferma a un più 1,3 per cento. Il monitoraggio del Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per Carisbo, Cariromagna e Banca Monte Parma, aggiornato al 30 settembre dello scorso anno, registra una chiusura positiva in ben 13 distretti industriali su 19, con la meccanica a +13 per cento a fare da traino nelle vendite oltreconfine.Nella meccanica in crescita le macchine per l’imballaggio di Bologna (+19,6%), i ciclomotori di Bologna (+20,8%) e le macchine utensili di Piacenza (+44,2%), frenano la food machinery di Parma (-0,4%), le macchine per il legno di Rimini (-2,2%) e le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (-2,8%). Tutti in positivo i distretti dell’alimentare: salumi del modenese (+5,2%), alimentare di Parma (+16,5%), ortofrutta romagnola (+11,7%), salumi di Parma (+5,3%), lattiero-caseario di Reggio Emilia (+4%), lattiero-caseario Parmense (+2,6%), salumi di Reggio Emilia (+4,6%). Nel sistema casa cresce l’export delle piastrelle di Sassuolo (+3,3%), primo distretto della regione per volumi esportati, mentre è in sensibile frenata i mobili imbottiti di Forlì (-10,4%). Nella moda in crescita il distretto dell’abbigliamento di Rimini (+3,8%) e le calzature di San Mauro Pascoli (+4,7%), in calo invece la maglieria e abbigliamento di Carpi (-9,7%) e le calzature di Fusignano Bagnacavallo (-22,4%). Il dato cumulato sui primi 9 mesi del 2012 mostra una crescita tendenziale delle esportazioni distrettuali regionali del 5,9%, trainata dalle performance positive del distretto delle macchine per l’imballaggio di Bologna, dei ciclomotori di Bologna, della food machinery di Parma e delle calzature di San Mauro Pascoli, che compensano tra gli altri i ritardi delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia e della maglieria e abbigliamento di Carpi. Ma il vero crollo arriva dai poli tecnologici, dove il biomedicale di Mirandola perde per colpa del terremoto il 56,8 per cento, con cali addirittura superiori al 70 nel suoi due principali sbocchi commerciali: Francia e Germania. E una seconda conseguenza del sisma è il balzo in avanti nel distretto della cassa integrazione ordinaria. Nei primi 11 mesi del 2012 il monte ore in regione è calato del 2,8 per cento perchè è diminuita quella in deroga. Ma il totale di oltre 14 milioni di ore testimonia un ricorso ancora molto alto all’ammortizzatore, segno che malgrado note positive nel commercio estero, il mercato del lavoro emiliano-romagnolo è ancora sofferente.

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