Expo 2015, i ritardi preoccupano Confagricoltura


Ritardi, strutture da completare e occasioni da non fallire. A trecento giorni all’evento, la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi esprime la sua preoccupazione per i ritardi di Expo 2015, il cui tema (“Nutrire il pianeta”) è strettamente legato al mondo dell’agroalimentare: “Ai tanti discorsi non stanno facendo seguito i fatti concreti. I progetti sono tanti e le risorse impiegate sono ingenti, bisogna evitare che vengano disperse, perché per le aziende italiane l’Expo di Milano rappresenta una vetrina straordinaria e un’opportunità eccezionale per la promozione delle eccellenze, in particolare nel settore agroalimentare. La rassegna può essere un trampolino per molte aziende, ma solo se sarà gestita e progettata nel migliore dei modi, altrimenti può trasformarsi in un boomerang». La presidente Bergamaschi si augura che l’Expo non si limiti a Milano e alla Lombardia, ma che porti i 20 milioni di visitatori previsti in tutto lo stivale, Emilia Romagna e Modena comprese: «Expo non è solo Milano e non si deve concentrare tutto nel capoluogo lombardo. I ritardi non sono colpa di nessuno in particolare, è il sistema Italia che non riesce a rispettare i tempi. Serve un’accelerata”.

 

 

In questo senso la presidente Bergamaschi ha accolto con favore la decisione del nuovo sindaco di Modena, Giancarlo Muzzarelli, di incontrare le associazioni imprenditoriali il prossimo 10 luglio per parlare di Expo: “Con la decisione di incontrarci a meno di un mese dal suo insediamento, il nuovo sindaco di Modena ha dimostrato di tenere in grande considerazione l’appuntamento milanese, una priorità per il territorio che è stato chiamato ad amministrare. A nome di Confagricoltura Modena auguro buon lavoro al sindaco Muzzarelli e ribadisco la nostra disponibilità a collaborare per il bene della città. Per il nuovo primo cittadino il lavoro da fare sarà tanto e servirà tempo, ma sono convinta – conclude la presidente Bergamaschi – che abbia le competenze e l’esperienza giusta per rilanciare una città dal potenziale enorme come Modena”.

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