Ex Fincuoghi: Kale investe in ER 25 milioni in 5 anni


BOLOGNA, 23 SET. 2011 – La presidente di Kale Group e di Kale Italia Zeynep Bodur Oykay, affiancata dal direttore generale di Kale Italia Burak Guven Orhun e da Tarik Ozcelik, presidente del Gruppo materiali edili, ha scelto la platea di Cersaie per illustrare, nel corso della conferenza stampa, i progetti per gli stabilimenti ex Fincuoghi. Le linee di azione sono tre: il trasferimento in Emilia-Romagna del polo logistico attualmente in Olanda, una sinergia tra i prodotti e le tecnologie degli stabilimenti turchi con quelli italiani (e viceversa) e – soprattutto – investimenti per 25 milioni di euro nei prossimi cinque anni con la previsione di un fatturato che raggiunga i 70 milioni di euro.Per i dipendenti della ex Fincuoghi, per la quale si prospettava il fallimento con la conseguente perdita dei posti di lavoro, è stato spiegato, si prospetta dunque un futuro ben diverso. Anche perché il gruppo turco, leader in patria e terzo produttore in Europa, guarda ai prossimi quindici anni e programma investimenti importanti. "Il 2 ottobre – ha annunciato Bodur Oykay – si completerà l’acquisizione degli stabilimenti di Sassuolo, Fiorano e Borgotaro. Nel frattempo abbiamo rilevato quuali siano i bisogni per rilanciare la produzione e la prossima settimana arriveranno i nuovi macchinari".Nonostante fossero numerose le aziende ceramiche italiane in difficoltà che avrebbero voluto entrare nell’orbita di Kale, il Gruppo ha scelto la ex Fincuoghi: "Lo abbiamo fatto – ha chiarito la presidente – a ragion veduta. Avevamo incaricato due società di fare un’analisi oggettiva del valore dei marchi e hanno rilevato che Edilgres e Edilcuoghi potevano contare su una rete di agenti e di clienti che, nonostante le traversie dell’azienda, erano molto affezionati al marchio e ai prodotti. Inoltre, quando abbiamo visitato Borgotaro, abbiamo visto che lo stabilimento era la sola fonte di reddito per buona parte della popolazione. Cosa avrebbero fatto se fosse stato chiuso? Sarebbero dovuti andare altrove a cercare lavoro. Tra le altre ragioni, c’é il fatto che abbiamo voluto dare il nostro contributo a quella comunità". Per Bodur Oykay, inoltre, l’Italia è un mercato decisivo sia per quanto riguarda i prodotti, sia per il contenuto di servizi. "Noi siamo molto forti nelle tecnologie e nella produzione – ha ricordato -. Vogliamo combinare i nostri punti di eccellenza con quelli italiani, usarli come leva per affermarci ancora di più sui mercati globali. La Turchia oggi è forte anche grazie al minore costo del lavoro. Ma le cose cambieranno e non possiamo rincorrere sempre i prezzi più bassi, perché arriverà qualcuno che ne avrà di più bassi dei nostri. La sfida si fa aggiungendo valore ai prodotti anche grazie al contenuto di servizi. Siamo in Italia, che ha già affrontato questi problemi, anche per imparare a misurarci con questi aspetti". Kale pensa sia all’Europa, che è l’area destinataria del 50% delle esportazioni del Gruppo, sia alle regioni più vicine alla Turchia: Eurasia, Medio Oriente, Nord-Africa. Regioni nelle quali, oltre ai beni prodotti nella madrepatria, verranno commercializzati anche i marchi e i prodotti italiani. "Una sinergia positiva per tutti – ha insistito la presidente -: io credo da sempre nelle opportunità che possono derivare dalla collaborazione tra Italia e Turchia e sono molto felice di essere qui a dimostrarlo con i fatti".

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