Evasione. Punire non basta, va premiato chi paga le tasse


BOLOGNA, 15 NOV. 2011 – Seicentotrenta milioni di euro. E’ questa la cifra recuperata dal fisco l’anno scorso in Emilia-Romagna, regione in cui ottiene buoni risultati la collaborazione tra Comuni e Agenzia delle Entrate. Sono 12mila, infatti, le segnalazioni di comportamenti evasivi arrivate dagli enti locali. Una sinergia che ha portato a 20 milioni di imposte pagate in più, dei quali dieci sono ritornate alle amministrazioni segnalatrici. Della situazione della lotta all’evasione fiscale in regione si è discusso in un convegno a Bologna che aveva per parola chiave il termine ‘compliance’. Una parola che, legata al tema delle tasse, corrisponde all’insieme di strategie adottate dall’Agenzia per ottenere il massimo di adesione agli obblighi fiscali da parte dei contribuenti.Se la ‘compliance’ è buona, allora è possibile raggiungere l’equità fiscale, principio che non esiste in un paese dove in molti pagano meno di quanto devono e sempre i soliti (i lavoratori dipendenti, ad esempio), finiscono per pagare sempre di più rispetto a quanto avrebbe dovuto. Per arrivare a ottenere "fedeltà" fiscale, la repressione non basta. Per combattere l’evasione è meglio inserire meccanismi che premiano i comportamenti virtuosi, piuttosto che insistere sulla deterrenza. A sostenerlo è l’economista Stefano Zamagni, nel suo intervento al convegno. "Bisogna cambiare il paradigma culturale – ha detto Zamagni, docente all’Università di Bologna e presidente dell’Agenzia per il terzo settore – la deterrenza funziona poco, oltre un certo livello. Bisogna invece premiare i comportamenti virtuosi perché la virtù è più contagiosa del vizio. Bisogna introdurre il concetto che pagare le tasse è un atto morale, mentre il messaggio che è passato fino ad oggi è che le tasse vanno pagate perché se no si incorre in sanzioni. E soprattutto eliminare i condoni, perché altrimenti si innesca un ‘mercato dell’evasione’, dove non pagare le tasse, a conti fatti, è una cosa sempre conveniente".

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