Eurolat, fu acquistata da Parmalat dietro pressione di Geronzi


10 FEB. 2010 – Pressioni su Parmalat da parte della Banca di Roma, attraverso Cesare Geronzi, affinché acquisisse la società Eurolat dalla Cirio di Sergio Cragnotti ad un prezzo fissato tra 700 e 800 miliardi di lire. E’ quanto affermato oggi dall’ex direttore finanziario di Parmalat, Fausto Tonna, ascoltato nel processo in corso a Roma sul fallimento del gruppo di Collecchio.Nell’estate del 1999 l’affare si chiuse intorno a quella cifra anche se "Parmalat avrebbe voluto – ha spiegato- pagare un prezzo pari alla metà di quanto propostoci inizialmente. La Banca di Roma aveva bisogno di riqualificare i crediti vantati verso Cirio, e Geronzi disse che i crediti erano incagliati e che rappresentavano un problema con la Banca d’Italia e con Fazio. Che io sappia l’unico motivo per il quale la vendita fu conclusa a quel prezzo fu la riduzione del debito di Cirio verso l’istituto di credito".L’ex dirigente ha raccontato ai magistrati romani che anni dopo la Banca di Roma verificò se l’azienda agroalimentare fosse disposta a rilevare altri assett di Cragnotti, compresa la stessa Cirio, proprio pochi giorni prima del fallimento. Tonna ha fatto riferimento a pressioni esercitate sulla Parmalat perché l’operazione Eurolat andasse in porto ma si è avvalso della facoltà di non rispondere, in quanto imputato nel processo di Parma, quando il pubblico ministero gli ha chiesto di spiegare quali fossero gli strumenti di pressioni che il banchiere avrebbe potuto utilizzare.Tonna ha, inoltre, affermato che verso la fine del 2002 "Banca di Roma, in un incontro con Geronzi e l’allora amministratore delegato della holding, Matteo Arpe, consultò il gruppo Parmalat per capire se fossimo interessati a rilevare il ramo pomodoro della Cirio". "Noi -ha aggiunto- non manifestammo alcun interesse anche se anni prima valutammo l’ipotesi di prendere la Del Monte che non era ancora di Cragnotti. Cirio, comunque, non ci serviva proprio ma la Banca di Roma ci chiese di prendere in considerazione l’idea. Io e Tanzi chiedemmo di avere a disposizione dati e informazioni prima di poter dare un parere. Questi dati non ci arrivarono mai e la cosa finì lì. Un giorno, però – ha concluso Tonna – Geronzi chiamò Tanzi per pretendere una risposta definitiva sull’acquisto o meno di Cirio, dicendogli che quel gruppo dopo poco tempo sarebbe sparito definitivamente. Tanzi disse che Cirio non gli interessava e poco dopo avvenne il fallimento del gruppo".

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