Eternit, il processo per l’amianto si farà


©TelereggioREGGIO EMILIA, 22 LUG. 2009 – Rinvio a giudizio per disastro doloso e rimozione volontaria di cautele. È la decisione presa questa mattina dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Torino, Cristina Palmesino, nei confronti del miliardario svizzero Stephan Ernest Schmidheiny (61 anni) e del barone belga Jean Louis De Cartier De Marchienne (88 anni), titolari della multinazionale Eternit. L’udienza preliminare, nata da un’inchiesta della procura di Torino, riguarda i casi di esposizione all’amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani dell’Eternit: Casale Monferrato e Cavagnolo Torinese (in Piemonte), Bagnoli (in Campania) e Rubiera. Ora finisce sul banco degli imputati per la morte o la malattia di quasi 3mila operai, colpiti da tumore per avere respirato le polveri del pericoloso minerale. Quarantotto i decessi che si sono verificati negli anni tra gli addetti dello stabilimento rubierese. Il processo si aprirà nel capoluogo piemontese il 10 dicembre e sarà il più grande, per numero di casi trattati e per il ruolo dei dirigenti coinvolti, mai celebrato per questioni legate all’amianto. Oltre ai parenti dei lavoratori morti, anche Cgil, Provincia di Reggio e Comune di Rubiera si sono costituiti parte civile, rappresentati dagli avvocati Ernesto D’Andrea e Bruno Pezzarossi. Alla lettura della lunga ordinanza del Gup, in aula a Torino è scoppiato un applauso tra i familiari delle vittime della Eternit. "Oggi è stata scritta una pagina importante nella tormentata storia dell’amianto in Piemonte, in Italia e credo in tutto il mondo". Questo il primo commento del procuratore Raffaele Guariniello all’uscita dall’aula. "C’è stato un esame approfondito da parte del gup – ha proseguito Guariniello – di tutte le questioni poste: il giudice ha ritenuto fondata la nostra impostazione tanto che ha respinto tutte le eccezioni della difesa". "Questa vicenda rimarca che in materia di sicurezza sul lavoro – ha concluso il magistrato – il ruolo della magistratura è fondamentale e serve che diventi ancora più incisivo"."Oggi è stata scritta una pagina importante nella tormentata storia dell’amianto in Piemonte, in Italia e credo in tutto il mondo". Questo il primo commento del procuratore Raffaele Guariniello all’uscita dall’aula. "C’è stato un esame approfondito da parte del gup – ha proseguito Guariniello – di tutte le questioni poste: il giudice ha ritenuto fondata la nostra impostazione tanto che ha respinto tutte le eccezioni della difesa". "Questa vicenda rimarca che in materia di sicurezza sul lavoro – ha concluso il magistrato – il ruolo della magistratura è fondamentale e serve che diventi ancora più incisivo".

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