Eternit, Guariniello rincuora Rubiera


16 FEB. 2012 – Non ci sono vittime dell’amianto "di serie A e di serie B". Lo ha detto il ministro della salute, Renato Balduzzi, in un’intervista radiofonica a Radio1 Rai, dopo la sentenza Eternit e la delusione degli abitanti di Rubiera e Bagnoli (Napoli). "La battaglia contro l’amianto continua – ha detto il ministro – e tappa per tappa si tratta di andare a fare giustizia e a rimediare ai guasti" oltre che "dare una speranza ai territori e alle popolazioni colpite. Non si può probabilmente avere tutto e subito ma certamente l’impegno non può tralasciare nessuno. E l’impegno sarà corale".Il piano contro l’amianto, ha aggiunto Balduzzi, "esiste ed è in continuo aggiornamento, sono tantissimi i siti interessati" ed è "un lavoro rispetto al quale nessuno deve abbassare la guardia. Da questo punto di vista l’eco mediatica, anche fuori dai nostri confini, ha consentito a tutti di riprendere consapevolezza di una grande emergenza"."Nel nostro procedimento per omicidio verranno presi in considerazione i morti tra i lavoratori e i cittadini non solo di Casale Monferrato e Cavagnolo ma anche di Rubiera e di Bagnoli". Lo ha detto, intervenendo sempre su Radio 1 Rai, il sostituto procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, anche a "conforto" degli abitanti di Bagnoli e Rubiera "delusi" perché nel loro caso il reato di "disastro" sia stato considerato prescritto. Stralciato dal primo procedimento, che ha ottenuto una sentenza storica, ora, ha ribadito il pm, "è il momento di porre mano anche all’omicidio" e "l’esito di questa sentenza può influenzare anche l’impostazione" di questo nuovo procedimento.Quanto alla proposta di istituire una procura nazionale contro le morti bianche, "conto molto – ha sottolineato Guariniello – sull’iniziativa del ministro della Giustizia, che è grande esperto di processi e di diritto penale d’impresa". Questa, ha concluso il magistrato, "può essere la grande occasione per arrivare a questa riforma", perché quello delle morti bianche "non è un problema di sensibilità del singolo magistrato, ma di avere una unità altamente specializzata". Solo così si potrà ottenere "il grande risultato, quello di fare capire che i processi in materia di sicurezza sul lavoro non sono di serie B, come a volte mi pare sembri al Csm, ma sono uguali a quelli per mafia e camorra".

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